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de laurentiis

Le parole di Gennaro De Tommaso (Genny a’ Carogna) su un presunto pressing della camorra sul calcio Napoli hanno scosso l’ambiente azzurro. Le rivelazioni del collaboratore di giustizia, per ora senza riscontri, si scontrano nettamente con le scelte intraprese da Aurelio De Laurentiis. Il presidente del Napoli si è sempre sottratto ad un dialogo con gli ultras fin dall’acquisto della società. Ha anche creato anche un distacco importante tra tifoseria organizzata e squadra. Inoltre nella stagione 2009/2010 De Laurentiis decise la cessione di Fabio Quagliarella per le lettere anonime che accusavano falsamente il calciatore di essere camorrista e pedofilo, oltre che di partecipare a orge. Una scelta resa nota dallo stesso attaccante durante il processo a Raffaele Piccolo, agente della Polizia Postale accusato di essere uno stalker di vip.

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Il codice etico del calcio Napoli

A gettare acqua sul fuoco su presunti contatti con la camorra ci ha pensato anche Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale antimafia. Intervistato da Il Mattino ha dichiarato: “Bene ha fatto il presidente del Napoli De Laurentiis. Ha inserito una clausola generale di contratto che impone a tutti i calciatori della squadra di non avere alcun tipo di relazioni con soggetti legati a ogni forma di criminalità”. Ma in cosa consistono queste clausole? Si tratta di una sorta di vero e proprio codice etico che tutti i tesserati del Napoli devono leggere ed approvare prima di firmare con il club azzurro.

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Secondo quanto riportato da Il Mattino, il Calcio Napoli ha stabilito che tutti coloro che operano per la società devono astenersi dal compiere atti finalizzati ad alterare lo svolgimento o il risultato delle competizioni sportive. Il codice è rivolto a tutti: calciatori, dirigenti, tesserati, dipendenti e amministratori. La società impone a tutti i calciatori di non avere alcun tipo di relazione con soggetti legati a ogni forma di criminalità. Chi non si attiene a queste regole viene pesantemente multato dalla società partenopea.

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Inoltre la società rifiuta ogni comportamento che sia contrario allo spirito sportivo o rappresenti espressione di intenti truffaldini. Nel codice si sottolinea che il Napoli è impegnato nella lotta al doping ed alla violenza. La società si astiene dal contribuire in qual si voglia modo alla costituzione o mantenimento di gruppi organizzati e non di tifosi.

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