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turchia saluto militare

Tutto è iniziato con la sfida Turchia-Albania, sfida valida per le qualificazioni agli Europei 2020. I calciatori della nazionale di casa hanno esultato al fischio finale con il saluto militare, accolto dall’ovazione dei tifosi. Un gesto forte, decisamente importante e che ha fatto immediatamente il giro del mondo. Non è la prima volta che un calciatore esulta in questo modo ma la tempistica scelta dai calciatori della Turchia è stata decisiva per attirare le attenzioni di tutti. Tra dibattiti, critiche e analisi, negli ultimi giorni non si fa altro che parlare di quest’esultanza. Gli stessi calciatori hanno replicato il gesto al termine della partita Francia-Turchia, conclusa con il risultato di 1-1. Ma cosa ha portato al saluto militare? Perché un risultato positivo viene festeggiato così?

TURCHIA, IL SALUTO MILITARE DEI CALCIATORI E L’IPOCRISIA EUROPEA

Il saluto militare della Turchia

Il gesto è arrivato poche ore dopo la decisione da parte di Erdogan, presidente della Turchia, di avviare un nuovo intervento militare, al fine di porre sotto controllo l’area nord-est della Siria. Nel territorio vi sono i curdi, una minoranza etnica divisa tra Iraq, Iran, Turchia e Siria e che rivendica la propria indipendenza e autonomia politica e culturale. La decisione di Trump di ritirare i pochi soldati americani presenti nella regione ha facilitato la situazione.

Le forze curde che presidiano il territorio sono identificate, in parte, come organizzazioni terroristiche, contro le quali la Turchia intende proseguire la propria azione repressiva. I calciatori hanno così optato per esprimere tutto il loro appoggio verso questa scelta. Cengiz Under ha postato una foto di sé nella stessa posa: mano tesa e saluto militare. Merih Demiral ha pubblicato la foto di un blindato turco, con un militare che tiene per mano una bambina. Una vera e propria campagna pubblicitaria in favore dell’Operation Peacer Spring (nome che Erdogan ha dato all’intervento militare avviato).

L’ennesimo segnale di un binomio indissolubile che regna in Turchia tra calcio e politica. L’influenza del presidente Erdogan è fondamentale per capire il saluto militare dei calciatori. In circa 18 anni sono stati costruiti 21 nuovi impianti grazie alla decisione di finanziare i progetti con circa un miliardo di euro. La Turchia si è candidata per quattro volte consecutive come paese ospitante degli Europei e lo stesso Erdogan ha un club di calcio.

Il Basaksehir è di proprietà del Ministero turco per la Gioventù e lo Sport e ha come sponsor aziende statali. A tutti gli effetti Erdogan ha scelto il calcio come mezzo per produrre nazionalismo e imporre il suo pensiero autoritario. Ne sa qualcosa l’Amedspor, squadra di Diyarbakir situata nel Kurdistan turco. Tra i tanti atti contro il club, anche il sequestro di computer e documenti da parte delle unità anti-terrorismo, due giorni dopo lo storico approdo ai quarti di finale della Coppa nazionale.

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