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Arek Milik
fonte foto: sscnapoli

Da Hirving Lozano a Arek Milik, le nazionali aiutano Carlo Ancelotti in vista del ritorno del campionato. 38 milioni di euro, contratto quinquennale da 4 milioni  netti a stagione. Questi i numeri di Hirving Lozano, acquisto più costoso del Napoli di Aurelio De Laurentiis, calciatore messicano più pagato della storia. Numeri che preannunciano scintille, ripagati ad inizio stagione con una partenza col botto, un gol all’esordio con la Juve, prestazione di carattere e tecnica anche contro la Sampdoria. La seria A è tra i campionati più tattici al mondo e all’improvviso la fiamma di Hirving Lozano sembra essersi spenta. Il fattore ambientamento pesa indiscutibilmente sul rendimento come per ogni nuovo acquisto, la posizione in campo del messicano continua ad infiammare il dibattito.

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Lozano nasce ala destra tra le sue doti la principale è il dribbling in velocità. Per Ancelotti Lozano è anche prima punta, ruolo del “nueve” che ha ricoperto in cinque partite in cui non ha brillato. Rientrato l’allarme infortunio in nazionale, resta il dubbio di un talento inespresso ingabbiato dalla fantasia tattica o che forse soffre ancora di sindrome da nuovo campionato. Lozano è ad oggi un punto interrogativo del mercato. Ma la stagione è lunga per un calciatore dal potenziale esplosivo.

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Milik scalpita e vuole più spazio

“Vorrei avere più spazio, giocare più di 15 minuti a partita”. Il grido di speranza di Arek Milik dopo il ritorno al gol con la maglia della nazionale fa da eco a Castelvolturno da giorni. Nonostante l’allarme sull’infortunio di Lozano sia rientrato, il jet lag che pesa più sulle gambe del messicano che su quelle del polacco trasformano le parole di Milik in grido di battaglia. Con l’aggiunta del fattore Verona, avversario da non sottovalutare ma tecnicamente inferiore rispetto al Napoli, la titolarità di Milik in attacco nell’anticipo di sabato, a discapito di un Lozano in panchina, si fa sempre più concreta.

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Milik è prima punta naturale nelle rosa di attaccanti di Ancelotti, contro il Verona serve il giusto mix di estro e fisicità. Milik ha nel sua dna attaccare la profondità, fondamentale contro squadre che puntano a chiudersi in difesa. Ma non è la chiave tattica che sta convincendo il mister, quanto la volontà che ha Milik di fare la differenza dal primo minuto. Il calcio è prima testa e poi gambe, dicono gli esperti, e sembra proprio questo il momento giusto del riscatto di Milik.–