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Mai come nel calcio una ricorrenza può assumere toni trionfalistici o storici, a seconda ovviamente dell’evento in questione. Non sempre, però, i fatti raccontati riguardano imprese eroiche o immortali: altrettanto spesso, infatti, ci si ritrova a dover “celebrare” situazioni quasi al limite del paradossale. Pepe Reina, portiere attualmente in forza al Milan, questo lo sa bene: nella sua lunga carriera – in cui ha toccato la realtà di tutti i principali campionati europei – il portiere spagnolo ne ha viste di cotte e di crude. Mai però come quando, durante un apparentemente anonimo Sunderland-Liverpool del 17 ottobre 2009. In quell’occasione, l’ex estremo difensore dei Reds prese forse uno dei gol più “ridicoli” e contestati nella storia del calcio, venendo di fatto battuto non da un gesto tecnico esaltante di un avversario ma da una beach ball, un pallone gonfiabile da spiaggia.

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Quando Pepe Reina prese gol da una beach ball in Liverpool-Sunderland

Pomeriggio autunnale inglese, la Premier League è già entrata nel vivo. Il Sunderland ospita il Liverpool in un match certamente non facile, solo all’apparenza uno dei tanti precedenti tra le due squadre. Quel pomeriggio di ottobre però avrà conseguenze pesanti per molte delle parti coinvolte in gioco. La dinamica che cambia tutto arriva dopo pochi minuti: un ragazzino dagli spalti butta in campo una beach ball, che non viene però rimossa da nessuno dei calciatori. Il Sunderland è in fase d’attacco e l’attaccante Darren Bent si ritrova la palla sui piedi dopo un cross deviata dalla sinistra. La sua conclusione è debole, rasoterra, sembra apparentemente facile da parare per Reina (peraltro schermato anche da un difensore).

Il destino vuole però che Bent vada a colpire proprio la beach ball (peraltro proprio del Liverpool…) presente in quella zona di campo. La palla cambia completamente traiettoria e Reina, intontito dall’istinto del momento, dà più attenzione alla sfera rossa che quella tradizione. Bent esulta, i giocatori del Liverpool furiosamente chiedono l’annullamento della rete ma inspiegabilmente la terna arbitrale non si accorge di nulla. Quello di Bent viene convalidato come il gol dell’1-0. Lo stesso gol che finirà incredibilmente per decidere la partita.

Le reazioni dopo il gol

Le reazioni furono disparate. A dire il vero, il tecnico del Liverpool Rafa Benitez mostrò fair play sull’episodio, spiegando che “Siamo stati certamente sfortunati ma non abbiamo giocato bene, avevamo il tempo per aggiustare le cose e non ci siamo riusciti”, come riportato dal Mirror. Molto più dura fu la reazione dell’ex fischietto britannico Dermot Gallagher, il quale spiegò in tv che “persino un arbitro del calcetto avrebbe saputo comprendere che quello era un oggetto esterno al gioco e che quindi il gioco andava fermato e la rete annullata. Si tratta di un errore grave e difficile da nascondere”.

Proprio l’arbitro del match, Mike Jones, fu spedito in Championship (la seconda serie inglese) per la settimana successiva ed è rimasto noto per tutta la sua carriera proprio a causa di quel pacchiano errore, nonostante poi fosse riuscito a ottenere traguardi importanti fino al termine della carriera (per esempio, la presenza come quarto uomo nella Finale di Euro 2012 tra Spagna e Italia). La reazione dell’autore del gol Bent, invece, fu molto “normale”: “Non riuscii a impattare molto bene la palla ma era comunque diretta in porta. Poi ha colpito la beach ball ed è entrata in rete! In quel momento ho cominciato a correre. Ma non ho pensato ‘Oh mio Dio, guarda un po’ cosa è successo’, nella mia mente dicevo solo ‘ho fatto gol!’ e ne ero felice”, spiegò a Sky Sports.

L’episodio ebbe ovviamente un enorme risalto mediatico. Il Liverpool chiese di far ripetere la partita, non trovando il consenso della Football Association. Addirittura la beach ball in questione è stata portata al National Football Museum di Manchester, nel quale ancora viene esposta. Una storia curiosissima, che forse Pepe Reina racconterà ai nipotini. O magari anche no.