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Andrea Pirlo

Com’è nata la maledetta di Andrea Pirlo? A spiegarlo è lo stesso ex calciatore della Juventus che nella sua autobiografia racconta quella che è diventata la sua ossessione per anni. Infatti “la maledetta” nasce grazie a Juninho Pernambucano, autore in carriera di 75 gol realizzati su punizione. Una carriera strettamente legata al Lione e un modo di calciare le punizioni che ha da sempre attirato Andrea Pirlo. Il centrocampista brasiliano colpiva la palla dal basso con sole tre dita e con il piede più dritto possibile. Grazie a questa soluzione la palla superava la barriera e si abbassava improvvisamente sorprendendo il portiere.

Com’è nata la maledetta

Andrea Pirlo ha studiato per anni le punizioni di Juninho e nella sua autobiografia “Penso quindi gioco” rivela come ha raggiunto la soluzione: “Ho fatto esperimenti per settimane, ma l’ispirazione giusta è arrivata mentre cagavo. Inzaghi dice che la concentrazione massima si raggiunge in quei momenti. Sarà poco romantico ma è andata esattamente così. La magia che stavo inseguendo non dipendeva dal punto in cui colpivo la sfera, ma dal come. Juninho non la prendeva con tutto il piede, bensì con sole tre dita. Il giorno dopo sono andato prestissimo a Milanello e senza togliere nemmeno i mocassini ho cominciato a provare. Fu subito un tiro perfetto, all’angolino. Finalmente avevo battuto il fantasma di Juninho. L’ho studiato, ho raccolto dvd e vecchie fotografie delle sue partite e alla fine ho capito”.

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Come si calcia la maledetta

Ma qual è la tecnica giusta per calciare “la maledetta”. Andrea Pirlo spiega anche questo: “La palla andava calciata da sotto, usando le prime tre dita del piede. E il piede andava tenuto più dritto possibile e poi rilasciato con un colpo secco. In quel modo la palla in aria restava ferma e, a un certo punto, scendeva velocemente verso la porta, girando con l’effetto. Senza saperlo, eccola, la “maledetta“, come qualcuno avrebbe poi ribattezzato quel tipo di tiro”.

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“Quando mi riesce non c’è barriera che tenga, perché è una punizione studiata apposta per passare sopra ai giocatori avversari disposti a scudo davanti al proprio portiere, prima di prendere una direzione che non si può prevedere. Più si è lontani dalla porta meglio è, infatti la distanza è direttamente proporzionale all’effetto che si riesce ad imprimere. Le punizioni le tiro alla Pirlo, portano il mio nome come se fossero tutte figlie mie. La fonte d’ispirazione però è Juninho Pernambucano“.