SHARE
dejan kulusevski

Premessa. Non sarà l’ennesima prestazione da stropicciarsi gli occhi. Nemmeno il fatto che grazie al suo secondo gol in campionato e agli ultimi due assist forniti sia al momento dietro soltanto a Jadon Sancho nella sfiziosa classifica dei “ragazzini terribili” più decisivi tra i maggiori campionati europei. Quantificare con precisione la cifra in cui Dejan Kulusevski stia incidendo positivamente per le sorti del Parma, alzando in modo spropositato il proprio livello di gioco, è attualmente impossibile. Non fosse altro perché numeri, statistiche e prestazioni sono in continuo aggiornamento. Spiegherebbero solo una parte della verità. Del resto, se gran parte dell’Italia fantacalcistica è in fermento, è proprio grazie alle prodezze del classe 2000. Il nuovo che avanza come un fiume in piena. Trascina con sé l’entusiasmo contagioso degli appassionati di calcio.

COPPA UEFA 1998/1999: LA STRAORDINARIA CAVALCATA DEL PARMA

La meravigliosa stagione di Kulusevski

Arrivato in Emilia dopo tre anni di settore giovanile con l’Atalanta. Gli ultimi due con la Primavera (55 presenze, 17 reti e 26 assist) conclusi da vincitore del campionato di categoria e MVP delle fasi finali. il ragazzo nato in Svezia da genitori macedoni sembrava destinato a dover sudare parecchio prima di conquistare spazio nelle gerarchie di D’Aversa. Sono state evidentemente proprio le caratteristiche e le qualità di Kulusevski a suggerirgli che si potesse arrivare al risultato anche attraverso un sistema di gioco più propositivo. Questo prevede infatti la contemporanea presenza in campo di un giocatore dalla spiccate doti offensive da affiancare alla coppia Inglese-Gervinho.

Ma chi pensava che la mossa operata alla prima giornata contro la Juventus fosse semplicemente da ascrivere alla voce “tattica”, ha presto dovuto ricredersi. Immediatamente è stato constatato di lì a poco la sua assoluta imprescindibilità negli schemi d’attacco del tecnico ducale. Sempre presente dal primo minuto. Kulusevski è ormai uno dei punti cardine del Parma appaiato a quota 12 punti a squadre sulla carta più quotate come Lazio e Fiorentina. In una stagione in cui è lecito attendersi una crescita sostanziale rispetto alla scorsa vissuta da neopromossa.

Miglioramento reso evidente soprattutto dall’inserimento di un giocatore capace di partire largo per poi accentrarsi. Kulusevski galleggia tra le linee, riceve palla, vede e trova linee di passaggio assolutamente impensabili per gran parte dei propri colleghi. Un modo per alleggerire così la marcatura avversaria sugli attaccanti. Armoniosa, verticale, efficace. La manovra dei gialloblù è meno immediata rispetto al passato. Di conseguenza meno prevedibile. Beneficia però enormemente dell’apporto che il “44” riesce a garantirle.

Il bello deve ancora venire

Inserire Kulusevski all’interno di un modulo ben definito, con annessi compiti tattici da onorare soprattutto in fase di non possesso, liberandolo da ogni genere di costrizione quando la palla deve viaggiare veloce nelle azioni offensive è stata la chiave di volta che più di tutte ha permesso al Parma di cambiare il suo modo di attaccare. Memore dell’esperienza con la Primavera nerazzurra, dove era molto più libero da pressione in confronto a quanto accade sui campi di A, trova spesso il modo di puntare verso il centro grazie alla grande abilità con il sinistro, lasciando campo libero alle discese del terzino destro.

Probabilmente D’Aversa avrà pensato che fosse inutile snaturare del tutto la predisposizione a partecipare attivamente al gioco della squadra dell’unico Millennials in rosa, ricevendo in cambio prestazioni di altissimo livello. Oggi Kulusevski gioca da veterano. Sta imparando a gestire le forze all’interno di tutti i 90 minuti. Più di ogni altra cosa “vede” calcio e si vede. Nella gara contro il Genoa ha toccato l’82% di precisione nei passaggi (dati Wyscout). È riuscito nel 64% di dribbling e senza far mancare il proprio apporto in fase di interdizione con 4 intercetti. Il tutto, condito da due assist e un gol, concentrato di forza, velocità e tecnica. Per molti, siamo davanti a un predestinato e chi lo immagina già con la maglia dell’Atalanta sa benissimo che sarebbe perfetto per il gioco di Gasperini.