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alex meret
Fonte: Instagram

Prodigioso. È questo il termine utilizzato più spesso dai quotidiani nazionali dopo la prestazione di Alex Meret contro il Salisburgo. Prodigioso come pochi, nonostante i due gol subiti. Dopo Verona con una tripla incredibile parata, la conferma in campo europeo, una prestazione da protagonista a colpi di interventi miracolosi, uscite basse, personalità, sfrontatezza e solidità mentale. Tre interventi decisivi anche a Salisburgo che hanno vinto il Napoli verso un’autentica impresa. 70 partite utili consecutive in gare ufficiali: 60 vittorie e 10 pareggi per il Salisburgo che deve inchinarsi a Meret e compagni.

MERTENS INFINITO NAPOLI: IL NUEVE NON PIU’ FALSO SUPERA MARADONA 

Il portiere azzurro vive uno stato di grazia assoluto e ha deciso di mettere in difficoltà Roberto Mancini in vista di Euro 2020. Il friulano vuole spaccare in due le gerarchie, cancellare il suo ruolo da terzo e ambire ad un posto da titolare. Donnarumma e Sirigu sono avvisati. Il ragazzo ha la forza per farlo, la mentalità ideale per raggiungere un simile obiettivo. Difficile in realtà raggiungere una meta simile considerando le dinamiche della Nazionale, ma Meret è già un portiere di assoluto valore e un titolare virtuale per tifosi e stampa. La massima fiducia nei suoi confronti gli ha permesso di innalzare ulteriormente le prestazioni.

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Da Reina a Meret e l’incoronazione di Zoff

Dopo una prima stagione d’ambientamento e caratterizzata da un infortunio che ha rallentato la preparazione e l’approccio con la nuova squadra, ecco il reale valore di un acquisto da circa 28 milioni di euro. Un investimento sicuro già prima di vederlo in azione. Un portiere affidabile, un professionista serio e che sui social appare con il contagocce. Tutt’altra pasta rispetto a Pepe Reina, trascinatore, leader carismatico ma a volte imperfetto tra i pali.

  • Tra settembre e ottobre sono 23 i tiri in porta fronteggiati da Alex Meret con una percentuale di parate dell’87%

Meret pensa al lavoro, a dimostrare sul campo il suo valore e a confermare quanto di buono detto finora su di lui. Un portiere silenzioso ed efficace per il presente e per il futuro del Napoli e della Nazionale. Del resto a soli 22 anni con buona pace di chi pensare non potesse più tornare a giocare dopo il problema alla spalla. Silenzioso ed efficace proprio come Dino Zoff che lo ha già incoronato da tempo suo erede: “Può essere il mio erede, possa diventare davvero molto forte”.