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vardy ayoze perez leicester
Fonte: Twitter

Ripetere l’impresa del 2016 è improbabile, ma il Leicester continua a stupirci, anche a distanza di anni. Le Foxes, proprio come in quell’indimenticabile stagione, stanno sovvertendo qualsiasi pronostico. Dopo dieci partite di Premier League è al secondo posto, davanti al Manchester City (ma con una gara in più) e dietro all’invincibile Liverpool. Posizione raggiunta grazie ad una vittoria clamorosa: 9-0 al Southampton. La squadra di Brendan Rodgers ha letteralmente distrutto i Saints. Che mai nella loro storia avevano perso con un risultato così ampio.

Partita indirizzata fin dal primo tempo, chiuso con un vantaggio di cinque gol a zero. Soltanto il City era riuscito a segnare così tanti gol nella prima frazione di gioco. Un piccolo record in questa stagione per il Leicester, adesso avanti proprio ai Citizens in classifica in attesa del loro match (alle 13:30 contro l’Aston Villa). Primo gol di Chilwell, il secondo di Tielemans, poi tripletta di Ayoze Perez e di Jamie Vardy (l’unico big rimasto), in mezzo la rete di Maddison. Questo risultato si è ripetuto l’ultima volta nel 1995, Manchester UnitedIpswich. In trasferta, però, non era mai successo prima.

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I numeri del Leicester

I numeri delle Foxes sono straordinari: sono sei le vittorie in dieci partite giocate, tutte contro avversarie all’altezza. Ha perso contro Manchester United e Liverpool. Pareggi invece alle prime due di campionato contro Wolverhampton e Chelsea. Importanti anche le statistiche finora collezionate: 25 gol fatti (più dei Reds, sotto soltanto al City) e 8 subiti. In classifica, come detto, in questo momento è al secondo posto e domani la squadra di Pep Guardiola ha la possibilità di riprenderselo.

In casa, contro una neopromossa come l’Aston Villa, non dovrebbero esserci grossi problemi ma in Premier occhio a dare qualcosa per scontato. Sarà dura per il Leicester mantenere questi ritmi, ma la qualificazione in Champions League può diventare un obiettivo concreto. Lo spirito di Claudio Ranieri (ora allenatore della Sampdoria) e del “Dilly ding dilly dong” li accompagnerà fino alla fine. Sarebbe un altro risultato straordinario dopo quello irripetibile del 2016.

Come gioca il Leicester di Rodgers

Ci ha messo un po’ il Leicester per ricostruirsi dopo quell’incredibile exploit. Dopo Ranieri non ha ottenuto grandi risultati Claude Puel, esonerato lo scorso febbraio. Rodgers ha preso il suo posto: pur di tornare in Premier League (aveva già allenato il Liverpool) decise di lasciare in corsa la panchina del Celtic. Lì è iniziato un nuovo capitolo della storia delle Foxes, che hanno trovato una nuova quadratura. Il sistema di gioco utilizzato è una sorta di 4-3-3 che, in fase di possesso, si trasforma in 4-2-3-1. Ndidi ha preso il posto di Kanté in mezzo al campo, Tielemans è la chiave per il cambio di modulo a seconda delle fasi. Maddison ha invece il compito di avvicinare la propria posizione a quella dell’unica punta Vardy.

Perez (costato oltre i 30 milioni) e Barnes gli esterni, ma anche Gray e Albrighton fanno la loro parte. In avanti è una squadra molto verticale. Interpretazione possibile anche grazie alle qualità di Vardy, meraviglioso nell’attaccare gli spazi e dare la profondità. Per quanto riguarda invece la difesa, in estate il Leicester ha venduto Harry Maguire allo United per 93 milioni e, ad oggi, di certo non può dirsi pentito. Il turco Caglar Söyüncü ha preso il suo posto e con ottimi risultati; fondamentale l’esperienza di Evans al suo fianco. Ma i gioielli della squadra sono gli esterni: Chilwell (prossima super plusvalenza) a sinistra e Pereira a destra garantiscono spinta continua e una buona fase difensiva. Con questa struttura la Foxes stanno sorprendendo l’Inghilterra tutta. Ancora una volta.

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