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marco mancosu rigore

Arrivato tardi in Serie A, Marco Mancosu si è reso protagonista ieri con il Lecce, fermando la Juventus al Via del Mare. Una storia curiosa quella del centrocampista dei pugliesi, rimasto per anni all’ombra di un fratello calciatore più rinomato e famoso, con una parentela che ha però confermato come “buon sangue non mente”. Mago del dischetto e primatista statistico con i giallorossi, Mancosu sembra aver trovato, a 31 anni, una bellissima dimensione in massima serie, dopo aver già castigato due grandi. Con l’intenzione di non fermarsi.

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Marco Mancosu, recordman statistico del Lecce

Marco Mancosu, dicevamo, è un fratello d’arte. Matteo, infatti, ha militato per anni nei campionati italiani (di lui si ricordano soprattutto le meravigliose stagioni a Trapani e Bologna) per poi tentare anche l’avventura estera in MLS con i Montreal Impact. Attualmente, l’attaccante milita in Serie B con la Virtus Entella. Il fratello ha raggiunto la massima serie dopo anni di gavetta e sacrifici. Acquistato dal Lecce nel 2016 a titolo gratuito dalla Casertana, Mancosu aveva avuto una carriera tutto sommato costante ma non esaltante. Dopo le giovanili e gli inizi a Cagliari (con gol all’esordio in Serie A ad appena 18 anni contro l’Ascoli, nell’ultima partita del campionato 2006/2007), il ragazzo aveva militato nel Rimini e nell’Empoli per poche partite. Poi nel Siracusa e nel Benevento e poi nella già citata Casertana, squadre con le quali ha poi accumulato presenze ed esperienza nelle serie minori.

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L’avvento al Lecce rappresenta per Mancosu l’inizio di una scalata forse nemmeno preventivabile. Da trequartista, che però può fare anche il falso nueve o la mezzala, il cagliaritano ha sempre segnato tanti gol, contribuendo in modo decisivo ai destini delle sue squadre. Al Lecce la tendenza non cambia di certo. Sin dalla prima partita, Mancosu segna e fa segnare. Trascina lui la squadra negli ultimi due campionati di Lega Pro e nella promozione verso la Serie A. Il suo contributo è di 13 gol e 6 assist, record in carriera che caratterizzano quella che in effetti può essere individuata come la sua miglior stagione (per ora).

La perfezione dal dischetto

Una maturazione costante, soprattutto mentale che gli ha permesso di affrontare con personalità ogni salto di categoria. La preoccupazione, ovviamente, riguardava l’impatto con una Serie A soltanto assaggiata da ragazzino. Il Lecce, neopromosso, costruisce una squadra che è un mix di ragazzi inesperti e gente di categoria non troppo valorizzata altrove. Nonostante questo, i pugliesi stanno dando battaglia in ogni giornata e Mancosu rimane sempre l’uomo in più.

Tanti record con il Lecce sono stati già infranti. Uno su tutti, per esempio, riguarda quello che lo accomuna a un giocatore di talento come Luis Muriel. Anch’egli come Mancosu andò a segno in 3 gare consecutive di Serie A con la maglia pugliese. Il tratto caratteristico del talento del ragazzo di Cagliari sembrano essere i calci di rigore. Mancosu non distoglie lo sguardo dal portiere. Poi piazza il pallone in attesa del movimento finale. Una caratteristica che lo ha reso praticamente infallibile dal dischetto. “Ho un metodo tutto mio per batterli, mi sto trovando bene da diversi anni e non intendo cambiarlo” ha confessato ai microfoni di Dazn.

Limitandoci alla sola Serie A, Mancosu ha già siglato 5 rigori, di cui due contro portieri esperti di squadre rinomate come Ospina e Szczesny di Napoli e Juventus. In carriera ha tirato 17 rigori, segnandone 15 e sbagliandone solo 2. La particolarità sta nel fatto che i due penalty falliti risalgono addirittura al 2016 e alla Serie C e sempre contro la Casertana, nel giro di un anno. Da ormai 3 anni (e nelle 2 categorie di campionati più importanti) Mancosu non sbaglia più un rigore. Ora sono 7 consecutivi dal 2017 fino a ieri. Numeri incredibili per un altro calciatore che ha atteso anni prima di godersi il palcoscenico che gli spetta.