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Adam Traore

Due giorni così, nemmeno nel più dolce dei sogni. La carriera di Amad Diallo Traore è appena cominciata e già lascia intravedere il lieto fine. Avrebbe potuto essere al fianco di tanti suoi coetanei per disputare il Mondiale Under 17 in corso di svolgimento in Brasile. Invece in poco più di ventiquattro ore si è preso la scena, bagnando con un gol l’esordio in serie A e vincendo da assoluto protagonista la Supercoppa Primavera con la sua Atalanta. Primo giocatore nato nel 2002 a realizzare una rete nella massima serie, secondo solo a Ansu Fati nei maggiori campionati europei in questa specialissima classifica di precocità. Ennesimo gioiello del settore giovanile nerazzurro, come i più famosi Barrow e Kulusevski, infinita fucina di talenti in erba coltivati con maestria seguendo gli insegnamenti di Mino Favini (mancato lo scorso aprile all’età di 83 anni).

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L’allievo ha superato il maestro

Fratello minore di Hamed Junior Traore (7 presenze e un gol con la maglia del Sassuolo dopo l’ottima stagione disputata ad Empoli), Amad è un attaccante in grado di occupare diverse posizioni in campo. Tecnico e velocissimo, predilige partire da destra per poi accentrarsi sul piede sinistro. Lo stesso con il quale ha trafitto Musso con un tiro secco appena fuori l’area di rigore. Qualche minuto prima era stato Ilicic a lasciargli spazio e chissà che non sia trattato di un passaggio di consegne in chiave futura. Pochi minuti per il tanto atteso esordio nel calcio dei grandi. Aggrediti con il giusto spirito e culminati nella rete del settebello finale con il quale l’Atalanta ha demolito l’Udinese (ritoccando ulteriormente il suo score da record, 28 gol segnati in 9 partite).

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Gasperini avrà apprezzato da profondo conoscitore della materia. Ha lasciato al ragazzino nato in Costa d’Avorio modo di godersi a pieno il momento. Come se niente fosse, soltanto qualche ora dopo aver smaltito la sbornia, Traore ha trascinato al successo in Supercoppa la Primavera di Massimo Brambilla. Due assist decisivi per Piccoli e Gyabuaa. Grandi giocate e quella netta sensazione che ormai sia pronto al salto in prima squadra, dove tuttavia avrebbe chiaramente pochissimo spazio data la folta concorrenza. Diverte e si diverte. Con addosso gli occhi di osservatori e addetti ai lavori, ma sempre con la voglia di migliorarsi costantemente.

Traoré, eccezionale veramente

Sorprende infatti pensare che nella squadra campione d’Italia di categoria Traore non fosse nemmeno uno dei titolari. Oggi può esserne considerato uno dei punti di forza, probabilmente il giocatore più decisivo. 5 gol e 7 assist in dieci presenze complessive con la Primavera bastano e avanzano per descrivere il suo peso specifico anche in un gruppo di giocatori nel quale è comunque tra i più giovani (essendo un 2002 gioca comunque sotto età). Notevole anche il suo impatto in Youth League al cospetto di avversari di assoluto livello. L’impressione è che di questo passo l’Atalanta dovrà faticare non poco per riuscire a trattenerlo. La Juventus appare in vantaggio sulla concorrenza, come già accaduto per il fratello Hamed prelevato la scorsa estate dall’Empoli e girato al Sassuolo in cerca di continuità.

LA FISICITA’ DELL’ATALANTA DI GASPERINI

Un patrimonio al momento inestimabile quello del settore giovanile atalantino. Diversi ragazzi in rampa di lancio, da Piccoli (già fatto esordire da Gasperini nel finale del campionato scorso) a Colley (autore del gol scudetto nella finalissima con l’Inter). Difficile vederli nell’immediato protagonisti in prima squadra, con cui a turno vengono aggregati per cominciare ad assaporare cosa si prova. Più probabile un più graduale inserimento come già accaduto in passato. A meno di eccezioni in grado di sovvertire le gerarchie stabilite. Proprio come Traore, baby predestinato da record.

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