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Fabio Grosso

Da eroe di Berlino a possibile salvatore del Brescia. Fabio Grosso è passato da una vita all’altra senza riposare perché il passaggio è stato (quasi) immediato. Il ruolo dell’allenatore richiede gestione, responsabilità e anche fortuna. A Grosso serviranno tutte queste caratteristiche per salvare un Brescia che forse non ha raccolto quanto meritava in termini di punti nella gestione Corini. Un compito “ingrato” che però l’ex campione del mondo ha colto con grande scaltrezza e voglia di dimostrare, dopo le esperienze sulle panchine di Juventus Primavera, Bari e Verona.

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Fabio Grosso al Brescia, come cambia la formazione e il probabile modulo

Durante la sua carriera da allenatore Fabio Grosso ha utilizzato come modulo prevalentemente il 4-3-3, ovvero quello che viene considerato il modulo perfetto per attaccare bene e difendersi degnamente mantenendo la squadra alta. Come in molte interpretazioni di questo modulo anche Grosso affida a uno dei due terzini la spinta offensiva, mentre l’altro si occuperà principalmente di aiutare i due centrali. A turno, anche gli esterni d’attacco daranno un mano in difesa. Il tecnico consegnerà a Sandro Tonali le chiavi del centrocampo con compiti di interdizione e impostazione. Con questo sistema di gioco, però, nasce il problema in attacco: Balotelli, Donnarumma, Ayè e Matri sono tutti prime punte e tutti potenziali titolari.

Il 4-3-3 di Grosso non sempre ha pagato. L’anno scorso, per esempio, il suo Verona ha fatto fatica soprattutto nella parte centrale e finale della stagione, tanto è vero che il tecnico è stato esonerato a ridosso dei playoff (poi vinti proprio dal Verona, con Aglietti in panchina). Grosso aveva adottato il suo 4-3-3 anche nella prima esperienza da professionista con il Bari. In particolare il suo modulo evidenzia una capacità “elastica” nella doppia fase, tanto da diventare molto spesso un 4-2-3-1 quando la passa è in possesso degli avversari e un 3-5-2 quando invece è la sua squadra a gestire la sfera.

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Come attacca e come difende la squadra di Grosso

Nel modulo dell’ex giocatore di Inter e Juventus la squadra è molto larga quando si tratta di attaccare: in particolare i centrali di difesa prendono molto campo per poi gestire il pallone prevalentemente sulle fasce, con gli esterni che hanno il compito di verticalizzare con la maggior velocità possibile o di cercare lo scambio stretto per trovare in seguito una giocata scardina-difese.

In fase difensiva, al contrario, le squadre di Grosso si accorpano maggiormente, chiudendosi a riccio per cercare di bloccare gli spazi. A restare in avanti è sempre e solo la prima punta, con tutti gli altri giocatori impegnati nel pressing difensivo in attesa della ripartenza. Proprio il pressing e l’accerchiamento sono fondamentali per il gioco difensivo di Grosso: in caso di errore o tempi sbagliati, molto spesso gli avversari riescono ad arrivare in porta anche con discreta facilità.

Inizio di un sogno o di un incubo

La speranza per il Brescia è che le sfumature non funzionanti del gioco del tecnico non vengano a galla immediatamente. Per Fabio Grosso, in ogni caso, si tratterà della prima esperienza in Serie A come allenatore. La prima di una lunga serie o già un’ultima opportunità per imporsi e far sognare anche da tecnico. Ai posteri l’ardua sentenza.

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