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Un clima infuocato all’esterno dello Stadio San Paolo ha inaugurato quella che doveva essere una giornata storica per il Napoli dell’era De Laurentiis. Il tanto desiderato allenamento al San Paolo a porte aperte, quello che doveva essere l’abbraccio dei tifosi alla squadra si è trasformato in contestazione veemente. Una sessantina di tifosi appetenti a gruppi organizzati e curve si sono radunati all’esterno dell’ingresso riservato ai calciatori, già entrati alla spicciolata in auto private e vetri scuri. Subito esposto uno striscione eloquente “RISPETTO”. Per oltre 40 minuti a voce alta hanno puntato il dito contro i calciatori accusati di essere poco professionali al grido di “vi aspettiamo in discoteca” degenerando poi in “se non vincente vi massacriamo”.

NAPOLI, AMMUTINAMENTO DELLA SQUADRA. I CALCIATORI NON VANNO IN RITIRO

Poi l’attacco a De Laurentiis, “stai vincendo solo tu” “anche tu hai le tue colpe”. Tutto sotto gli occhi di un attonito Head of Operation del Napoli Alessandro Formisano in contatto telefonico continuo con Edoardo De Laurentiis, figlio del presidente. La protesta è degenerata con il gruppo di tifosi che spostandosi all’ingresso del San Paolo ha continuato a lanciare petardi, fumogeni e monetine in senso di disprezzo fino a lanciare un petardo anche all’interno. La protesta ha risparmiato solo l’allenatore Carlo Ancelotti.

Ai minimi termini il rapporto tra tifosi e calciatori del Napoli

Clima pesante anche all’interno del San Paolo. Gli azzurri sono stati accolti dai tifosi con pesanti insulti e timidi applausi. Su 13mila abbonati, sugli spalti non più di 300 supporters. Fischi continui e accuse di lassismo hanno fatto da colonna sonora all’allenamento durato poco più di un’ora con Carlo e Davide Ancelotti in mezzo al campo a gestire dribbling e partitella che ha coinvolto anche alcuni ragazzi della Primavera. Il più bersagliato Lorenzo Insigne dal tormentone “non sei degno della fascia” fino a fischi assordanti a ogni tocco di palla.

Agli altri, in particolare Insigne, Allan, Callejon, e perfino Dries Mertens è toccato un ironico “Mercenari”. A fine allenamento si è fermato per i selfie solo Kostas Manolas, insulti pesanti per Allan e Insigne. Un clima da c’eravamo tanto amati che non promette bene per la sfida di sabato sera contro il Genoa. Domani allenamento a Castelvolturno e ritiro, questa volta quello classico alla vigilia della partita.

Gli effetti dell’ammutinamento

Nel frattempo si fanno avanti le prime ipotesi. Aurelio De Laurentiis potrebbe puntare ad una richiesta ai calciatori per danni di immagine e una denuncia alla procura federale. La multa ai calciatori del Napoli ammonta a meno del 5% dello stipendio lordo. Un’altra possibilità vede anche la perdita della fascia di capitano per Lorenzo Insigne. Per gennaio poi si lavorerebbe all’epurazione totale con Dries Mertens e José Callejon, in scadenza di contratto a giugno e probabili partenti. Stesso destino per Allan, Koulibaly e Insigne, gli altri tre leader della protesta. Per Carlo Ancelotti invece conteranno i risultati e una mancata vittoria contro il Genoa potrebbe portare ad una sua sostituzione.