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Duarte Milan
Fonte: Twitter

Con tutta probabilità, in JuventusMilan toccherà ancora a Léo Duarte. Difficile il rientro di Musacchio, così Stefano Pioli dovrà per forza confermare il difensore brasiliano. Bene contro la SPAL, un disastro invece domenica contro la Lazio. Due errori, due gol presi. Segnale evidente che ha bisogno ancora di tempo per raggiungere una buona condizione. I rossoneri lo hanno acquistato dal Flamengo in estate per 10 milioni di euro (cifra ufficializzata dai brasiliani proprio in questi giorni) in attesa di Mattia Caldara, che però continua ad avere problemi. Per il rientro totale è ancora troppo presto.

Duarte di certo non fa dormire sonni tranquilli al Milan, soprattuto ai suoi tifosi, ma ha delle buone potenzialità. Infatti soltanto qualche giorno prima della Lazio aveva ben figurato contro la SPAL, prima da terzino destro e poi da difensore centrale. Parliamo comunque di un ragazzo giovane che arriva dal Brasile, dove non ha brillato in maniera particolare, e che sta facendo i conti con il tatticismo italiano. Ecco perché servirà tempo e minutaggio per crescere. Ma il problema è: il Milan è davvero in grado di dargli questo tempo?

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Dal rossonero al… rossonero

E’ nato a Mocca il 17 luglio 1996. Nel 2014 va nel settore giovanile del Desportivo Brasil e si mette in luce, tanto che il Flamengo lo nota subito e se lo porta a casa nello stesso anno. Da lì inizia quindi tutta la trafila coi rubro-negri fino alla prima squadra, dove esordisce nel 2016 contro lo Sport Recife: in quattro anni colleziona 60 presenze e segna 2 gol. Come già anticipato, in questo periodo non si mette particolarmente in evidenza: c’era stato qualche interessamento dall’Europa, ma nulla più. A sorpresa, invece, la scorsa estate lo ha preso il Milan per 10 milioni.

Il 50% di questa cifra è stata divisa fra i suoi agenti e il Desportivo Brasil. Col Milan ha firmato un contratto fino al 2024 a un milione a stagione. In questo inizio di campionato ha racimolato quattro presenze, la prima da subentrato contro la Fiorentina a San Siro (non proprio l’occasione migliore); poi ha giocato da titolare contro Genoa, SPAL e Lazio. Adesso scenderà in campo dal primo minuto anche contro la Juventus domenica all’Allianz Stadium, una sfida molto importante per la stagione rossonera. E per lui, così come per il Milan tutto, non sarà per nulla semplice.

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Errori di concetto

Duarte è un difensore abbastanza completo, anche se non ha una qualità in cui eccelle particolarmente. Il punto di forma è sicuramente la struttura fisica; ha un buon piede, caratteristica che ha convinto il Milan a prenderlo, e anche un buon senso della posizione. Ciò che gli manca però è una conoscenza tattica tale da poter giocare titolare in Serie A senza problemi. Esempio lampante contro la Lazio a San Siro: sul primo gol perde la marcatura di Immobile, ma in questo caso gran merito è del centravanti, mentre sul secondo sbagliare due volte, nel rinvio di testa e nella copertura su Correa.

Un doppio errore che un giocatore del Milan non può permettersi di fare. Su questo dovrà lavorare tantissimo, altrimenti non ha grande futuro in questo campionato. Come visto, le potenzialità e le qualità non gli mancano; ciò che gli serve davvero è il tempo, e su questo c’è più di qualche dubbio. I rossoneri lo considerano una riserva: adesso a Musacchio, più in la anche a Caldara, l’uomo su cui Maldini e Boban puntano davvero. Ma l’ex Atalanta ormai non dà alcuna garanzia sul piano fisico e per rivederlo con continuità ne passerà di acqua sotto i ponti. Nel frattempo, sarà Duarte a completare la difesa. Se in maniera positiva o meno, lo deciderà il campo.

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