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Toni Doblas

Esistono carriere talmente strane e particolari da fare il giro inverso e diventare mitiche. Dei veri e propri ‘so bad it’s so good’ che generano comprensibile ilarità ma anche una sofisticata forma di rispetto per quei calciatori giramondo che hanno provato esperienze diverse, rendono il loro apporto nel calcio al pari di un lungo periodo Erasmus. Toni Doblas è certamente uno di questi singolari personaggi. Ex portiere dotato di una buona struttura fisica e di un ottimo posizionamento, nonostante lo stile estremamente spartano dei suoi interventi ha avuto una carriera incredibilmente ricca di eventi. Che, a un certo punto, lo ha portato persino a giocare nel Napoli di Benitez. E a vincere, seppur da spettatore.

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Toni Doblas, il giornalista-calciatore che ha conquistato Napoli

D’altronde il personaggio Doblas sarebbe risultato interessante a prescindere. Laureato in giornalismo (“Mi piace molto scrivere e mi piacerebbe scrivere di più, però sicuramente fin quando non mi ritiro non posso, quando mi ritirerò proverò a esercitare il mestiere”, rivelò in un’intervista al Correo de Andalucia), pararigori rinomato con riflessi felini, Doblas ha legato la maggior parte della sua carriera al Real Betis, squadra in cui ha iniziato dalle giovanili e per cui vanta – tra squadra B e primo team – oltre 200 presenze ufficiali.

Dopo aver vestito (più volte in diverse stagioni) anche le maglie di Xerez, Real Saragoza, Huesca e addirittura Khazar Lenkoran – un club azero – Doblas si ritrova a cogliere una clamorosa occasione in Italia. Nel Napoli di Benitez c’è infatti un’improvvisa emergenza per quanto concerne il portiere di riserva. Durante Swansea-Napoli 0-0 di Europa League, infatti, il portiere Rafael Cabral rimedia la rottura del legamento crociato di un ginocchio. Reina da solo non può bastare, così come l’esperto terzo portiere Colombo. Così, tra gli svincolati più affidabili a cui dare il ruolo, il Napoli sceglie proprio Doblas. Lo spagnolo viene tesserato il 27 febbraio del 2014 firmando un contratto di pochi mesi.

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Massimo risultato con il minimo sforzo

Doblas parlerà sempre benissimo della sua esperienza in azzurro. Durante la stessa intervista citata prima affermò: “Qui mi trovo bene, i napoletani sono simili agli andalusi, la gente è calda e mi ha accolto molto bene”. E Doblas, spagnolo caliente e persona a detta di molti divertente fino al midollo, in campo si fece vedere poco. Ma incredibilmente lo fece bene, nonostante i tanti mesi di inattività a cui era andato incontro. Nello specifico, con il Napoli giocò due partite di campionato. L’11 maggio del 2014, alla penultima giornata, esordisce in Sampdoria-Napoli 2-5. La settimana successiva gioca addirittura titolare in Napoli-Bologna, ultima gara della stagione. Prim’ancora, peraltro, si era ritrovato anche a vincere la Coppa Italia, seppur da spettatore interessatissimo.

In pochissimi mesi, dunque, Doblas aveva collezionato 2 presenze e un trofeo in una delle squadre italiane più forti. Tipico del personaggio, verrebbe da dire. La sua carriera proseguì poi nei modi più disparati: il portiere si ritrovò in Finlandia, in India, nelle serie minori spagnole e persino nel campionato delle Filippine. Si è ritirato proprio al termine dell’ultima stagione. Ora potrà fare il giornalista, magari. E scrivere un articolo su quell’esperienza strana, incredibile e vincente di Napoli. Una botta e via da raccontare con orgoglio. O meglio, da scrivere.

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