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asprilla chilavert
Fonte: Twitter

Tino Asprilla ha salvato la vita a José Luis Chilavert. Era il 1997, ad Asuncion si giocava la partita fra Paraguay e Colombia, fondamentale per entrambe le squadre per la qualificazione al Mondiale in Francia dell’anno successivo. La spuntarono i paraguaiani al termine di una partita molto combattuta. 90′ di tensione, con tanto di rissa nel finale proprio fra Asprilla e Chilavert. I due furono espulsi e nel tunnel per gli spogliatoi ci fu un’altra colluttazione. Ad avere la peggio l’attaccante ex Parma (allora giocava al Newcastle) che prese un cazzotto in faccia dal portiere.

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Asprilla e il retroscena su Chilavert

Situazioni brutte ma che nel calcio succedono molto spesso, figuriamoci in Sudamerica. Gli scontri fra calciatori però nascono e muoiono nello stesso posto: in campo. E non c’è mai un prosieguo. Quella volta però poteva esserci, e con uno scenario tragico. A 22 anni di distanza da quell’episodio, infatti, Asprilla ha rivelato un retroscena agghiacciante che col calcio non c’entra proprio niente. Intervistato da Telepacifico, l’attaccante colombiano ha raccontato il raccapricciante retroscena:

Non appena l’incontro finisce ricevo una telefonata e qualcuno mi dice: ‘Sono Julio Fierro, puoi venire qui al mio hotel?’. Sono arrivato e quell’uomo era con altre dieci persone, tutte ubriache e accompagnate da donne paraguaiane. Sono andato con Aristizábal e ci hanno detto: ‘Abbiamo bisogno che tu dia l’autorizzazione perché questi due uomini rimarranno qui ad Asunción, vogliono uccidere quel ciccione di Chilavert”. Julio Fierro era un narcotrafficante colombiano, uno degli uomini di Pablo Escobar. Asprilla nell’intervista dice di aver risposto: “Ma sei pazzo? Quel che succede in campo finisce in campo. Finisce lì”.

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