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Bastoni Inter
Alessandro Bastoni Inter FOTO instagram

Alessandro Bastoni Inter, il difensore cresciuto nel vivaio dell’Atalanta si è fatto le ossa ed ora punta a diventare un elemento importante per Conte.

Bastoni Inter, una speranza diventata certezza. Da probabile partente a pedina perfettamente inserita nelle rotazioni campionato/coppa, al netto di una rosa per qualcuno troppo corta. Alessandro Bastoni ha sovvertito i pronostici estivi, contribuendo a segnare un punto di svolta nella storia recente dell’Inter, società notoriamente tanto brava nel coltivare i propri giovani quanto restia a conceder loro fiducia in prima squadra. Il nuovo corso nerazzurro inaugurato da Antonio Conte invece, prevede che i giovani di qualità siano considerati alla pari dei più blasonati compagni di squadra. Da Sensi a Barella, passando per Esposito, fino ad arrivare al classe ’99 cresciuto nel settore dell’Atalanta, da sempre un predestinato nel ruolo di difensore. Fisico importante, spiccata intelligenza calcistica, piede educatissimo.

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Bastoni Inter, lui è il prototipo del difensore moderno

Bastoni può certamente essere considerato come l’esempio più calzante di quella che è la figura del difensore moderno, capace di giocare indifferentemente come esterno in una difesa a 3, piuttosto che come centrale di uno schieramento a 4. Quattrocentottantasei minuti disputati in campionato (in Champions League non ha ancora esordito), 6 presenze complessive, 5 da titolare, cinque nelle ultime sette partite. Prima alternativa a Godin nel ruolo di ‘braccetto’ a sinistra (con conseguente spostamento di Skriniar sulla destra), Bastoni sta impressionando soprattutto per personalità e sicurezza. Ciò che viene richiesto ai difensori oggi non è semplicemente di tenere a bada gli attaccanti avversari ma anche partecipare attivamente alla costruzione del gioco dal basso. In questo senso, è proprio il suo piede sinistro che permette all’Inter di disporre di uno sbocco fondamentale a sinistra, quando gli spazi sono intasati e chi difende lo fa costantemente sotto la linea della palla.

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In campo con personalità, Conte lo apprezza

Mai banale, sempre alla ricerca della giocata. Come il cambio di gioco sul lato opposto con il quale ha pescato Lazaro, autore poi dell’assist per la rete del momentaneo 1-1 in Inter-Verona. La classica sventagliata che ci si potrebbe aspettare da un centrocampista dai piedi buoni, a suggellare una prestazione da incorniciare, sottolineata nel dopo partita dalle parole di Conte. “Nel secondo tempo è stato una spina per l’Hellas, giocando da centrocampista aggiunto. Sa bene quanto lo stimo, è presente e futuro di questo club. Gli romperò le scatole. Oggi è un patrimonio che può diventare una colonna”. Parole tutt’altro che banali e scontate per un allenatore tra i più esigenti in circolazione, a testimoniare l’importanza che riveste all’interno di una rosa che soprattutto nel pacchetto arretrato può contare su assoluti fuoriclasse del ruolo.

Osare per crescere

“Nel vivaio dell’Atalanta ti insegnano a giocare sempre la palla. Devo ancora dimostrare tanto per essere da Inter”. Lui dal canto suo non si scompone più di tanto e glissa, ma anche i numeri confermano la tendenza. Il 90% di precisione nei passaggi (de Vrij per intenderci è al 94.8% avendo disputato più partite) e il 52.4% di lanci lunghi riusciti rappresentano la cartina di tornasole, rimarcando quella che è la caratteristica principale del gioco di Bastoni.

In particolare, quella con l’Hellas Verona, è stata la partita nella quale ha fatto registrare la percentuale più alta di passaggi completati (92%, come era già accaduto nella sfide con Parma, Sassuolo e Juventus), eguagliando il singolo dato relativo ai lanci lunghi recapitati a destinazione (57%) toccato qualche settimana fa contro il Parma. Difensore totale – 57.8% di duelli vinti secondo Wyscout – al quale non viene chiesto semplicemente il classico compitino. Osare per crescere. Senza dubbio Bastoni lo sta facendo bene.

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