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Khrin

La rosa della stagione 2009/2010 è conosciuta da quasi ogni tifoso dell’Inter praticamente a memoria. Si è trattato infatti della squadra che ha messo a segno il Triplete (o treble, dipende dalla lingua a cui ci si vuole affidare), vincendo Serie A, Coppa Italia e – soprattutto – Champions League. Persino i fan più incredibili ed esperti dell’Inter, però, faranno fatica a ricordare come in quella rosa ci fosse anche un giovane centrocampista che pareva poter far strada. La carriera di Rene Krhin non è evoluta come lo sloveno sperava, senza dubbio. La soddisfazione di aver fatto parte dell’Inter più forte di sempre, però, non potrà eliminarla nessuno.

Rene Krhin, l’eroe invisibile del Triplete Inter

Classe 1990, a inizio carriera Krhin aveva la tavola apparecchiata per far bene. Cresciuto nelle giovanili dell’Inter, non solo era dotato di un fisico decisamente importante per un centrocampista ma anche di una tecnica sopraffina. Non a caso il giovane sloveno veniva addirittura paragonato a Esteban Cambiasso, suo punto di riferimento e compagno di squadra. Certo, perché nell’estate 2009, alla vigilia della sua seconda stagione all’Inter, José Mourinho ebbe l’idea di portare lui e Vlad Belec (ex portiere di Benevento e Sampdoria) in ritiro dalla Primavera. Il mediano fece vedere belle cose nel tour negli Stati Uniti e il tecnico portoghese si convinse a tenerlo in prima squadra.

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Krhin incredibilmente riesce a fare breccia – almeno all’inizio – nel cuore del tecnico. Nonostante l’immensa concorrenza in quello che forse era il reparto più forte della squadra, Khrin non solo esordisce in Serie A durante la gara contro il Parma a 19 anni ma Mourinho lo lancia anche titolare nella trasferta di Livorno. Il ragazzo ha effettuato, di fatto, un lunghissimo provino durante qualche mese di campionato. Giocherà poi pochissimo (complessivamente solo 5 presenze) ma, a pieno titolo, si guadagnerà non solo il rinnovo del contratto fino al 2014 ma persino la vittoria, come detto, del Triplete. Un evento incredibile per un ragazzo di 19 anni, alla prima stagione da professionista.

Come prevedibile, in seguito le strade di Krhin e dell’Inter si separano momentaneamente. Lo sloveno viene ceduto in compartecipazione al Bologna. L’accordo durerà addirittura per 4 anni, nei quali Krhin giocherà abbastanza ma senza strafare a livello di prestazioni. Anzi, il talentino rimedierà anche un infortunio al crociato un Bologna-Palermo del 2012. Il trampolino di lancio dei rossoblu – con cui giocherà in totale 64 partite segnando anche il suo primo e unico gol in Serie A, nonché il primo di 3 da professionista con i club – lo riporta dunque all’Inter nel 2014.

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Krhin, ritorno amaro all’Inter

Inutile dire che in nerazzurro molto è cambiato. La squadra non è più la corazzata di 4 anni prima. Anzi, l’Inter pare in evidente calo verticale dopo anni di successi. In pochi mesi, fino a gennaio, giocherà appena 5 spezzoni di partita (3 in Serie A e 2 in Europa League). Verrà poi ceduto al Cordoba in prestito e, successivamente, al Granada a titolo definitivo.

Attualmente Krhin milita con discreti risultati nel Nantes, squadra francese. Continua peraltro a essere un titolare inamovibile della Nazionale slovena, seppur spesso sostituito a partita in corso. Gli highlights della sua carriera, paradossalmente, appartengono ad altri. Il dribbling e il gol di Milito a Madrid. Le feste per Scudetto e Coppa Italia. Ma Rene Krhin c’era, lo possiamo assicurare. Un eroe invisibile nell’Inter della leggenda.

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