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Ali Samereh Perugia
Ali Samereh Perugia FOTO instagram

Ali Samereh Perugia, un affare di mercato che sembrava potesse rivelarsi una miniera d’oro alla Nakata per gli umbri. Invece fu presto un enorme flop.

Il matrimonio Ali Samereh Perugia non fu felice. Come in molte altre occasioni nel quale il club umbro portò improbabili giocatori venuti da località esotiche. Oltre a Hidetoshi Nakata ed a qualche altro buon exploit, i tanti stranieri che hanno vestito la maglia dei Grifoni umbri non hanno lasciato un buon ricordo all’epoca della militanza del club biancorosso in Serie A. Samereh però riuscì ad impressionare il vulcanico presidente Luciano Gaucci (dal 2005 al 2009 latitante a Santo Domingo prima del rientro in Italia, complice proprio il fallimento del Perugia) e pure l’allora allenatore Serse Cosmi.

Quest’ultimo disse di lui: “Non credevo che fosse talmente bravo. È un attaccante completo che sa fare tutto, istruito tatticamente e molto disciplinato. Se continuerà su questa strada sarà destinato a fare grandi cose. Davanti alla porta ricorda Pippo Inzaghi”. Da qui la nomea di ‘Inzaghi di Persia’. Era l’estate del 2001 quando la punta, nata Rafsanjan in Iran il 23 novembre 1977, sbarcò in Italia.

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Ali Samereh Perugia, il ‘Pippo Inzaghi di Persia’ per gli umbri

La società umbra lo prese per mezzo miliardo di lire – neanche tanto a dire il vero – dall’ Esteghlal, una delle compagini più titolate della Repubblica Islamica. Samereh fu il primo iraniano ad approdare in Serie A e la cosa allora creò molto entusiasmo nel suo Paese natale. Ma il Perugia contava su di lui anche per l’aspetto tecnico, visto che quel 24enne dal fisico importante (1,85 cm di altezza) portava in dote con sé diversi gol segnati in patria.

Però il fatto che l’operazione di mercato che condusse il buon Alì in Italia fosse stata mediata da un commerciante di tappeti –  un certo Seyed Mehdi Hashemian residente sin dagli anni ’70 nel nostro Paese – avrebbe dovuto destare qualche sospetto. Ma con Gaucci eventi di questo tipo rappresentavano la consuetudine. E si dice che il presidentissimo in persona si fece recapitare pacchi di videocassette in cui visionare il giocatore, convincendosi che alla fine sarebbe valsa la pena portarlo nel suo Perugia.

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Un precampionato sfolgorante poi il nulla

Un Perugia che ai tempi contava su gente come l’allora portiere della nazionale colombiana Oscar Cordoba, Ze Maria, il connazionale di Samereh, Rahman Rezaei (preso nel calciomercato invernale), Traianos Dellas, Nicolas Cordova, Fabian O’Neill, Chris Obodo, Zisis Vryzas, il sudcoreano più ‘odiato’ dagli italiani Ahn Jung-Hwan ed il ‘giraregioni’ Zlatan Muslimovic, attaccante bosniaco che in 9 anni d’Italia vestì le maglie di altrettante squadre tra A e B. In più arricchivano la rosa i vari Mazzantini, Di Loreto, Milanese, Grosso, Gatti, Blasi, Giovanni Tedesco, Baiocco, Liverani, Bucchi e Bazzani. Anche nel ritiro precampionato le impressioni positive rimasero, tra stop di tacco ed un gol in rovesciata. Lui riesce a farsi benvolere da tutti per l’educazione e la gentilezza. Ed anche quella sua devozione religiosa in fondo piace ed un pò incuriosisce.

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“Dormiva a terra e pregava all’alba”

L’allora compagno di stanza, Marco Di Loreto, svelerà che Samereh era solito dormire a terra e non a letto, e che passasse giorni e giorni a leggere libri sull’Islam. Poi alle 06:00 del mattino era spesso assorto in preghiera. Fatto sta che Cosmi ben presto si dimentica di lui. Questo principalmente a causa dei fitti impegni con la nazionale iraniana. Nell’ottobre del 2001 Samereh mancherà per via di tre partite ufficiali con la sua rappresentativa. L’allenatore gli concederà solamente 6 anonime apparizioni. E proprio così, anonimamente e senza che nessuno se ne accorgesse, l’Inzaghi di Persia a fine stagione torna in patria. Senza che nessuno spenda una parola su di lui.

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Il ritiro nel 2014, da allora fa l’allenatore

Questa avventura in Italia farà si che proprio il feeling con la selezione dell’Iran si intiepidisca. In 25 presenze ricevute dal 2001 al 2007 – ma distribuite in maniera poco continua – l’attaccante segnerà solamente 2 gol. Le reti saranno tante con la ormai defunta società degli Emirati Arabi Uniti dell’Al-Shaab: ben 47 in tre stagioni, ma in un altro calcio. Poi dal 2008 al 2014 – anno del suo ritiro – si contano appena 19 gol in competizioni ufficiali tra i misconosciuti di Ajman, Mes Kerman, Pas Hamedan, Mes Sarcheshme e Mes Rafsanjan. Da cinque anni l’ex desapareçido del Perugia ha intrapreso invece una nuova carriera in panchina, finendo con l’allenare proprio l’Esteghlal, poi il Gahar Zagros ed infine il Mes Rafsanjan nel giro di tre anni. A Perugia intanto più nessuno ricorda il suo nome.

 

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لیگ ایتالیا سری آ ؛ پروجا #ali_samereh

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