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Lione Juve formazioni
Lione Juve formazioni FOTO twitter

Sarri si è preso la Juve e gli juventini, forse, nel modo più impensabile. Sostituendo per due volte di fila Cristiano Ronaldo, facendo in modo che la sua uscita dal campo coincidesse allo stesso tempo con due vittorie pesantissime: quella in Champions a Mosca contro la Lokomotiv, firmata allo scadere da Douglas Costa ed in campionato soprattutto, con il subentrante Dybala capace a dieci minuti dalla fine di affondare il Milan e mantenere la testa della classifica anche durante la sosta, con un punto di vantaggio sull’Inter dell’ex Conte.

Il forte scetticismo che ha accompagnato l’arrivo di Sarri a Torino, sponda bianconera, ha ricordato quello che invece vide arrivare Allegri a Vinovo: poi sappiamo come è andata, ma per Agnelli ovviamente l’obiettivo è che le cose possano anche andare meglio, superando quelle due finali perse nel 2015 con il Barça e nel 2017 contro il Real Madrid. Se non altro Sarri vanta in bacheca un qualcosa che né Allegri e nemmeno Conte in precedenza hanno saputo porre nella loro bacheca, un trofeo europeo.

Ci è riuscito proprio lui, l’insospettabile ex bancario, che fino a qualche anno fa calcava i campi di Serie C e D, o che arrivava da cinquantenne per la prima volta in A alla guida dell’Empoli. Maurizio Sarri ha cambiato il suo destino in 9 mesi. L’anno scorso la vittoria in Europa League con il Chelsea, ora cerca il bis oltre confine, ma nella coppa ben più prestigiosa. Ci è riuscito non senza qualche difficoltà, lo dimostra il fatto che la sua avventura londinese sia durata appena un anno.

Come non ricordare la lite con Kepa ai calci di rigore contro il City di Pep Guardiola, quando il portiere dopo una parata si accasciò a terra dolorante e Sarri pronto a richiamarlo in panchina per l’avvicendamento con Caballero. Il portiere basco si sarebbe rifiutato di uscire, causando la sconfitta in finale, risultando tutt’altro che all’altezza nella lotteria dei rigori: da lì Sarri ne uscì indebolito e delegittimato, dando ulteriore significato a quella coppa europea che riuscirà a portare a casa mesi dopo, nell’ultimo atto contro l’Arsenal.

A distanza di mesi da quell’episodio che avrebbe potuto segnarlo e condizionarlo, fa un qualcosa che in pochi nella carriera di Ronaldo sono stati capaci di fare: sostituirlo per due partite consecutive. Nulla di clamoroso fosse un giocatore qualunque, d’altronde le prestazioni del lusitano da oltre un mese sono deficitarie e anche col Milan era stato il peggiore in campo, ma ciò che rappresenta esula dal semplice calciatore per solcare confini ben più ampi. Che Sarri ha ignorato, facendo l’allenatore e basta, piuttosto bene andrebbe sottolineato, visto poi l’esito all’uscita dal campo del portoghese.

Come affronterà il rientro dalla sosta non è dato a sapere, Ronaldo forse si scuserà con la squadra per essere filato dritto negli spogliatoi e per aver lasciato anzitempo lo stadio: una cosa è certa, Maurizio Sarri, che non si piega davanti a niente e nessuno.

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