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Orsato

Protagonista assoluto in campo, l’arbitro è senza ombra di dubbio una figura di spicco del calcio. Dotato di importanza e responsabilità da sempre, può contare su un determinato guadagno in base alla categoria. Dai campionati dei Giovanissimi alla serie A, ecco quanto guadagna un arbitro di calcio

Quanto guadagna un arbitro fino alla serie D

In genere le prime partite dirette da un arbitro sono nei campionati dei Giovanissimi e degli Allievi. In queste categorie il guadagno si calcola in base alla distanza dalla sede arbitrale rispetto al posto in cui si svolgerà la partita. Si va dai 30 euro per 25 Km ad 800 euro per 300 km. Solitamente è difficile trovare distanze sopra ai 25 Km in queste categorie, per le molte sedi presenti in tutto il paese, di conseguenza vengono inviati gli arbitri che si trovano più vicini al campo sportivo. Scalando le categorie il metodo di pagamento non cambia. Il massimo campionato dilettantistico è la Serie D e la piccola differenza è l’aggiunta di alcuni buoni pasto.

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Quanto guadagna un arbitro da Serie C a serie A

Ovviamente entrando nel professionismo le cose cambiano anche per quanto riguarda il guadagno di un arbitro. In serie C si può avere 200 euro in trasferta con 2 buoni pasto, ma i viaggi in questa categoria per la gioia dei direttori di gara possono superare i 600 Km dove inizia ad esserci un’entrata economica importante. L’arbitro di Serie B ha un’entrata di ben 1700 euro a partita e inoltre ha in più il rimborso dettato dai chilometri. La Serie A ha delle quote differenti. Un arbitro internazionale annualmente porta a casa la cifra di 90.000 euro annui lordi, mentre quelli che non hanno questo status ma dirigono partite nazionali raggiungono i 30.000 euro. Una partita vale 3800 euro di entrata per il direttore di gara in Serie A con l’aggiunta di un rimborso per il viaggio e l’alloggio.

La differenza di guadagno vige ovviamente anche in base al tipo di competizione. Una partita di Champions League o di un Mondiale può avere un compenso diverso, si va dai 4800 euro ai 5800 euro. Con l’introduzione del Var, ci sono differenze di guadagno in base al ruolo che si assume. L’assistente VAR ottiene 700 euro a partita, diverso invece è quando si viene posti al controllo VAR con la cifra che aumenta per un totale di 1500 euro. Il minor guadagno lo troviamo nei turni di Coppa Italia dove si parte dai 1000 euro. Nella Supercoppa Italiana invece il compenso è quanto una partita di Serie A. Nel professionismo le differenze economiche si diversificano anche in base all’anzianità.

Compenso arbitri serie A, Coppa Italia e Supercoppa Italiana

  • Arbitri di serie A: 3.800€ a partita
  • Assistenti di serie A: 1.000€ a partita; quarto uomo: 500€ a partita
  • Var serie A: 1.500€ a partita; Avar: 700€ a partita
  • Coppa Italia: 1.000€ per i primi turni, 1.500€ per i quarti di finale, 2.500€ per le semifinali e 3.800€ per la finale
  • Supercoppa Italiana: 3.800€
  • Designatore (Rizzoli): 200.000€
  • Vicedesignatori (Gava e Stefani): 45.000€
  • Diritti d’immagine, fisso arbitri internazionali: 80.000€
  • Diritti d’immagine, fisso arbitri da 71 gare in su di A: 72.000€; da 51 a 70 gare: 62.000€
  • Diritti d’immagine, fisso arbitri da 26 a 50 gare di A: 55.000€; da 1 a 25 gare: 45.000€.
  • Fisso assistenti: dagli 8.000€ dei neopromossi ai 24.000€ degli internazionali
Compenso arbitri nelle Coppe Europee a partita

  • PRIMI TURNI: 4800 euro
  • QUARTI DI FINALE: 5800 euro
di Fabio Chiappini
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