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serge gnabry

La qualificazione della Germania agli Europei 2020 non fa di certo scalpore, nonostante la clamorosa eliminazione agli ultimi Mondiali. Ad alzare la posta per la vittoria finale della Germania, è la consacrazione di Serge Gnabry, autore di una tripletta nell’ultima sfida contro l’Irlanda del Nord. L’esterno del Bayern Monaco continua ad avere un ruolino di marcia superiore alla media. Dopo aver superato Miroslav Klose con 10 gol in 11 partite giocate, è entrato in pieno diritto nella storia della nazionale tedesca. La partita contro l’Irlanda del Nord è stata la sintesi perfetta di tutte le sue caratteristiche.

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Serge Gnabry, un velocista che gioca a pallone

Gnabry è uno di quei calciatori che non nascono “calciatori” e che portano nel gioco alcune caratteristiche estranee alla dura legge del gol. Una di queste è la sua velocità sovraumana, non solo nella corsa ma anche nell’esecuzione. Dando imprevedibilità ai suoi tiri e dribbling, mai banali. Prendiamo ad esempio il primo gol all’Irlanda: cross basso dalla sinistra, Gnabry ha la porta alle spalle, ma stoppa la palla con il mancino e si gira velocemente, concludendo a rete con il secondo tocco, di collo destro.

Questa azione rappresenta perfettamente il repertorio tecnico di Serge Gnabry. Con intelligenza segue l’azione, con rapidità e qualità stoppa il pallone e si gira, con freddezza tira in porta e batte il portiere. Tutto questo senza mai alzare la testa, come se avesse una mappa nella mente che rappresenta il campo. 

Anche il terzo goal alla malcapitata Irlanda del Nord è frutto della sua intelligenza istintiva. Cross basso dalla destra, stop di sinistro e tiro rasoterra di collo pieno sul secondo palo. Entrambi i gol sono caratterizzati dalla precisione e la forza. Infatti l’attaccante tedesco è questo: un mix perfetto tra potenza e intelligenza. Una potenza dettata dall’esplosività nei suoi movimenti. Quando un avversario se lo ritrova contro, non sa cosa deve fare, perché lo stesso Gnabry non lo sa. Improvvisa, con intelligenza. Ma è un’intelligenza istintiva, che gli permette di compiere un’azione perfetta calcolata in pochi secondi, di segnare un goal che un qualsiasi altro giocatore non avrebbe segnato. Perché? Perché Gnabry non pensa quando tira, alza la testa, vede il portiere e cerca subito il tiro a fil di palo. Infatti i suoi gol non sono mai spettacolari, ma precisi. 

Dai prestiti alla consacrazione al Bayern

Un giocatore con enorme potenziale. Il Bayern sembra essere la squadra perfetta per lui, perché concede spazio e valorizza i giovani talenti. Un binomio nato dopo anni di prestiti e occasioni mancate. Gnabry nasce a Stoccarda da padre ivoriano e madre tedesca. Nonostante fosse un velocista di grande talento, decide di dedicarsi al calcio. Dopo aver giocato nello Stoccarda, nel 2011 approda nelle giovanili dell’Arsenal, dove esordisce e segna il suo primo gol fra i professionisti. Si mette in mostra per le sue qualità atletiche, ma tecnicamente ha qualche lacuna, così i Gunners decidono per il prestito al West Bromwich: alla fine dell’anno si contano però solo 3 presenze.

Nel 2016 viene acquistato dal Werder Brema per 5 milioni di euro e gioca una stagione di altissimo livello, segnando 11 gol. L’estate successiva il Bayern si aggiudica il suo cartellino per soli 8 milioni, approfittando di una clausola rescissoria davvero irrisoria. I bavaresi lo girano in prestito all’Hoffenheim. Qui gioca 22 partite e segna 10 gol portando la squadra in Champions. Nel 2018/2019 torna in terra bavarese e si impone subito come titolare inamovibile vincendo il campionato tedesco. L’ascesa di Serge Gnabry non è stata improvvisa, ma graduale. Una storia estremamente particolare che evidenzia ancora una volta la capacità del Bayern Monaco di scovare talenti e coltivarli nel modo giusto.

di Federico Zamboni

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