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joao pedro
Fonte: Twitter

L’esplosione di Joao Pedro, trascinatore del Cagliari formato Europa. Il brasiliano è un giocatore chiave per Maran e riferimento dei tifosi

Si scrive Joao Pedro, si legge “Rombo di Tuono”. Sì, il paragone potrebbe sembrare piuttosto azzardato, ma era dai tempi di Gigi Riva che un giocatore del Cagliari non metteva a segno 10 gol nelle prime 15 partite di campionato. I rossoblù di Rolando Maran stanno riscrivendo la storia della società sarda (campione d’Italia nella stagione 1969-1970). Questo anche grazie al contributo realizzato del giocatore brasiliano arrivato dall’Estoril nel settembre 2014.

Centrocampista di qualità trequartista dotato di talento ma molto pigro tatticamente, è stato trasformato in attaccante puro dal tecnico trentino. Il primo in grado di intuirne le qualità negli ultimi sedici metri. A giudicare dai risultati, un’intuizione che ha letteralmente cambiato faccia al Cagliari. Una vera e propria mina vagante della Serie A.

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Joao meravigliao

Prima in Italia nella speciale classifica stilata in questi giorni da Opta in rapporto alla percentuale gol-tiri (18%), seconda soltanto al Barcellona considerando i cinque principali campionati europei, la squadra rossoblù è imbattuta da 13 gare consecutive.

Numeri e record inaspettati, soprattutto se paragonati a quelli delle ultime tre stagioni, dove i rossoblù avevano quasi sempre vivacchiato nella parte destra della classifica, addirittura riuscendo a centrare la salvezza solo all’ultima giornata nella stagione 2017/2018. Ma cosa ha permesso di compiere il salto di qualità? Una società ambiziosa che riflette l’animo del popolo sardo. Alcune scelte di mercato azzeccate, aver creduto e sostenuto il lavoro di Maran anche nei momenti difficili, esser riusciti a cavarsela da ogni situazione negativa.

Come altro giudicare del resto l’infortunio subito da Pavoletti alla prima giornata contro il Brescia, circostanza nefasta che aveva di fatto privato il Cagliari del suo centravanti designato. L’arrivo di Simeone nelle ultime ore di mercato è stato probabilmente l’evento che più di ogni altro ha permesso l’effettiva realizzazione del progetto di avanzare Joao Pedro sulla linea degli attaccanti.

Estro, fantasia e ora efficacia

Un ruolo, quello di seconda punta, in parte ricoperto già durante la scorsa stagione, quando le sue caratteristiche di incursore alle spalle della prima punta erano valsi 7 reti in 34 presenze. Inutile sottolineare come i 10 centri raggiunti quest’anno, rappresentino un record assoluto nella carriera del brasiliano con passaporto portoghese. Agendo al fianco di un attaccante come il Cholito che predilige lavorare molto per la squadra venendo spesso incontro per ricevere i passaggi dei propri compagni, Joao Pedro riesce a sfruttare a pieno gli spazi in area di rigore forte della sua capacità di apparire e scomparire all’improvviso.

I suoi movimenti risultano così difficili da leggere per i marcatori avversari, molto spesso bruciati sul tempo. Niente male per un giocatore dotato di estro e fantasia. Suo malgrado però anche con pause inspiegabili durante l’arco dei novanta minuti. Oggettivamente nessuno avrebbe mai immaginato potesse trasformarsi in un attaccante dal gol facile.

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Joao Pedro sulle orme del mito

Wyscout ci offre uno spaccato piuttosto chiaro della stagione di Joao Pedro, divenuto ormai il primo terminale offensivo del Cagliari. 0.61 di media gol a partita, quasi due tiri ogni 90’ (1.66), 0.33 di xG. Dieci reti arrivate in tutte le maniere (7 con il piede destro, una con quello sinistro, 2 di testa), a testimoniare una volta di più la varietà del suo repertorio tecnico.

Sotto la guida di Maran è cresciuto anche dal punto di vista caratteriale. Ha limitato i cartellini gialli e quelle reazioni spropositate che in passato gli erano costate fino a quattro giornate di squalifica. Certamente più responsabilizzato, galvanizzato dal nuovo progetto tecnico, sempre più idolo della tifoseria rossoblù. Joao Pedro punta ad avvicinare i numeri del grande Gigi Riva (laureatosi per ben tre volte capocannoniere con la maglia cagliaritana).

Il neo settantacinquenne recordman di reti con la Nazionale azzurra era evidentemente tutt’altro tipo di giocatore rispetto al brasiliano, incarnando alla perfezione il prototipo dell’attaccante dotato di grande forza fisica e senso del gol, ma anche lui era approdato sull’isola senza mai aver segnato così tanto prima. Particolare quest’ultimo che non sarà certamente sfuggito ai più attenti…

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