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Atalanta Valencia Champions League sorteggi FOTO instagram valencia cf

Giocatori chiave, modulo e stile di gioco del Valencia, prossimo avversario europeo dell’Atalanta. Occhi puntati su Rodrigo e Ferran Torres, ma che difesa fragile

Sarà Atalanta Valencia agli ottavi di finale di Champions League dopo il sorteggio di Nyon del 16 dicembre 2019. Il club spagnolo per la sesta volta nella sua storia si è aggiudicato l’ingresso alla fase ad eliminazione diretta della competizione, che ha rischiato di vincere per due volte in passato. Il riferimento è alle finali delle edizioni 2000 e 2001. La squadra allenata da Albert Celades – in precedenza vice di Lopetegui con il Real e già ct dell’under 21 spagnola – si sta risollevando dopo un inizio di stagione complicato. Attualmente i Blanquinegres sono ottavi in Liga a pari punti con l’Athletic Bilbao settimo e hanno passato da primi il gruppo H di Champions, anticipando (in ordine) Chelsea, Ajax e Lille.

Atalanta Valencia, come giocano i levantini

Il Valencia aveva cominciato la stagione con un andamento altalenante e che ha portato a ottobre all’esonero dell’allenatore Marcelino, tecnico con cui il club si era ripreso dopo le difficoltà dei campionati precedenti. In estate la rosa era stata rinforzata con gli acquisti in particolare di Maxi Gomez (dal Celta Vigo), Thierry Correira (dallo Sporting Lisbona) e dal portiere Cilissen (dal Barcellona, dopo uno scambio con Neto), perdendo invece il difensore Ruben Vezo, l’attaccante Santi Mina e appunto il portiere ex Fiorentina.

Con Celades la squadra ha subito un’evoluzione sia nel gioco che nei risultati, ottenendo 6 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte in campionato. In Europa il cammino degli iberici è stato sicuramente più incoraggiante in entrambe le gestioni tecniche. Con Marcelino il Valencia aveva espugnato addirittura Stamford Bridge (0-1), mentre con Celades la grande impresa è stata il passaggio del turno conquistato con un incredibile 0-1 alla Johan Cruijff Arena contro l’Ajax. In campionato, nell’ultimo turno, ha pareggiato 1-1 in casa contro il Real Madrid.

I giocatori chiave

Nonostante sia cambiata la guida tecnica, il Valencia dal primo anno di Marcelino ha mantenuto sempre gli stessi giocatori chiave. In primis l’attaccante spagnolo Rodrigo, che per quanto temibile, in stagione sta segnando molto poco (solo 4 gol in tutte le competizioni). A centrocampo sta trovando meno spazio Goeffrey Kongdogbia, che ritornerà a San Siro dopo il periodo nerazzurro; il francese è stato scavalcato nelle gerarchie dall’ex Arsenal Coquelin, che affianca in mediana il capitano Parejo (ottimo sui calci piazzati e abile nella costruzione dell’azione).

Molto interessante anche il nino de la casa Ferran Torres, wonderkid classe 2000, esterno destro che ha messo a segno 3 gol in 16 presenze. In difesa gli occhi sono per l’ex Arsenal Gabriel e Ezequiel Garay, mentre l’italiano Cristiano Piccini, già da un anno al Mestalla, è fuori per un brutto infortunio rimediato ad agosto (frattura alla rotula). Da annotare anche il talento sulle fasce della squadra, dal portoghese Goncalo Guedes allo spagnolo Carlos Soler.

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Modulo e schemi

Il Valencia della gestione Marcelino è stato impostato su un 4-4-2 molto pragmatico, caratterizzato da un forte utilizzo del gioco sulle fasce e l’ottimizzazione della velocità dei suoi attaccanti, Rodrigo, Gameiro e anche Ferran Torres, spesso impiegato come centravanti. Con Celades gli spagnoli sono rimasti sulla stessa lunghezza d’onda, anche se a volte, come in occasione del derby vinto col Levante, il tecnico ha scelto il 4-3-3. Il Valencia segna molto – quarto attacco della Liga con 27 reti refertate – ma subisce molto, con 24 gol presi di cui una media di uno per gara nelle partite in casa.

Nonostante una difesa molto fisica, dunque, il Valencia è molto facilmente penetrabile, e in particolare, ha dimostrato di soffrire le squadre che attaccano rapidamente. I pregi dei Blanquinegres invece sono tutti nel suo attacco, che è dove si sedimenta il maggior potenziale tecnico della squadra: punte rapide e che si conoscono, bravi ad aggredire la profondità e soprattutto abili nel ricevere i tanti cross di esterni e terzini – Wass, Guedes, Soler, Gaya. In stagione, il Valencia è rimasto senza segnare solo contro l’Ajax e il Celta Vigo.

Fattore casa

Da non sottovalutare poi il coefficiente Mestalla. Lo stadio più antico di Spagna in cui per il momento, in stagione, ha visto perdere il Valencia in una sola occasione (3-0 dell’Ajax a settembre). In Champions però gli spagnoli hanno vinto in casa solo col Lille (4-1) mentre con il Chelsea hanno pareggiato 2-2.