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rafael leao
Fonte: Twitter

L’inizio di campionato del Milan è stato uno dei peggiori della sua storia. Un allenatore esonerato dopo sette partite, una squadra senza identità, una posizione in classifica a ridosso della zona retrocessione. Fra i tanti singoli bersagliati dalla critica molti nuovi acquisti, tra cui Rafael Leao.

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Il giocatore è stato l’arrivo più costoso del mercato rossonero. Pagato 23 milioni di euro dal Lille, con cui nella scorsa stagione aveva segnato 8 gol in 24 incontri. Leao è stata una scommessa della dirigenza di via Aldo Rossi. Puntare su un giocatore molto giovane (classe 1999) e implementare la sua etichetta economica per poi rivenderlo a un prezzo maggiore.

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Strategia interessante ma, purtroppo per Boban e Maldini, il giocatore ha sì aumentato il suo valore, ma nelle prestazioni in campo ha fatto vedere ancora poco del suo potenziale. Leao sarà veramente una scommessa persa ? 

Rafael Leao ha giocato complessivamente 558′ in Serie A, vale a dire, 12 presenze, con un solo gol (alla Fiorentina, c’era ancora Giampaolo). Il portoghese è stato acquistato per soddisfare la necessità di un altro attaccante da affiancare a Piatek. Il suo profilo però, fin da subito, non è sembrato quello più idoneo per spalleggiare l’attaccante polacco.

E il risultato è stato che il duo Piatek-Leao insieme ha avuto notevoli problemi d’integrazione, ed è stato subito bocciato. Leao infatti aveva fatto vedere grandi cose in Francia al primo anno in un campionato top, ma delle grandi scene viste a Lille, per ora, a San Siro giusto qualche rara apparizione.

Il problema in Italia è stato finora la sua collocazione in campo: dieci volte posizionato come punta, due gare da esterno sinistro. Al Lille Leao aveva lavorato soprattutto come attaccante nel 4-2-3-1, giocando molto in profondità; è un centravanti molto completo – fisico importante, bravo nell’uno contro uno e con una gran velocità – e anche in Nazionale ha mostrato notevoli colpi. 

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Potenziale indiscutibile

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Il suo potenziale pare indiscutibile, ma perché allora Pioli continua a preferire Piatek al portoghese ? La mobilità del polacco è particolarmente metodica per gli schemi del tecnico emiliano, mentre Leao, per caratteristiche, si troverebbe più a suo agio in un vis a vis con i difensori avversari sul lungo, in campo aperto. L’ex Genoa è un giocatore d’area di rigore, che fa sportellate con i difensori avversari, mentre Leao trova miglior impiego ai lati o appunto in campo aperto. Un centravanti perfetto per giocare in ripartenza.

Proprio partendo largo, il portoghese ha offerto ottimi spunti e una gran facilità nel saltare l’uomo: per questo Pioli lo ha spesso fatto partire da sinistra o da centravanti mobile che si allarga per aprire spazi al centro (soluzione vista anche contro il Sassuolo con Calhanoglu ad occupare la posizione centrale).

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Leao, l’arma in più di Pioli

Il potenziale del giocatore è molto importante per una squadra su cui pesa l’assenza di leader tecnici, ma lo stesso portoghese non può trascinare da solo l’intera squadra. Leao è una risorsa che meriterebbe chances migliori, perché a 20 anni non può avere l’onere di essere perfetto – dopotutto, l’investimento di 23 milioni non è certo una cifra tanto esorbitante da poter pretendere da lui la luna – e quindi necessiterebbe di tempo.

Sicuramente la situazione delicata del Milan non sta aiutando il giovane portoghese, che in realtà può trovare in questo panorama angusto una possibilità per mettersi in mostra. Leao, con il giusto minutaggio, potrebbe avere del materiale tecnico utile a Pioli: che possa diventare lui la vera arma del Diavolo per raggiungere la zona europea ? 

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