SHARE

Sogna Gelsenkirchen, fa impazzire Bergamo, preoccupa l’Inter. Non si tratta di un indovinello, perché ormai il nome di Robin Gosens lo conoscono un po’ tutti, in Italia e non solo. Il tedesco con passaporto olandese può certamente essere considerato il miglior esterno sinistro della serie A per rendimento. Margini di crescita nel medio lungo periodo ed efficacia in giocate in grado di portare effettivi vantaggi alla sua squadra.

Il club orobico lo ha pescato in Olanda semi sconosciuto nell’estate 2017. In due anni e mezzo l’ha trasformato nell’ennesimo diamante luccicante della sua costosa gioielleria.

“Difensore” top

Robin Gosens in azione con la maglia dell’Heracles

Un tornado, un iradiddio, un tritatutto. Questo è sembrato Gosens fino ad ora nella stagione della definitiva consacrazione in attesa chissà di spiccare il volo verso altri lidi, andando ad arricchire così le casse del club bergamasco che una recente statistica vede aver incassato circa 220 milioni di euro dalle tante cessioni di questi ultimi anni dei vari Gagliardini, Bastoni, Kessiè, Conti, Caldara, Cristante, Mancini, Bastoni e Kulusevski.

LEGGI ANCHE: PESO E ALTEZZA DECISIVI, LA FISICITÀ DELL’ATALANTA DI GASPERINI

Nelle 20 partite stagionali disputate infatti, l’ex giocatore dell’Heracles Almelo ha messo assieme 6 reti e 4 assist tra campionato e Champions League. Ha raggiunto così il giallorosso Kolarov nella speciale classifica dedicata ai difensori goleador. Il serbo, specialista di calci piazzati, ha però raggiunto il suo attuale score anche grazie a due calci di rigore. Questo fa di Gosens il giocatore di movimento che partendo da una posizione di campo sulla carta più arretrata ha realizzato più gol in serie A. Tra i meno celebrati della banda del Gasp, eppure costantemente tra i migliori.

Difensore appunto, ma solo nelle grafiche degli schieramenti pre partita, perché il suo atteggiamento in campo appare tutt’altro che attendista. Non è un caso infatti che nell’interpretazione del ruolo di esterno che l’ex tecnico del Genoa chiede ai suoi giocatori, la differenza la facciano la spinta e il pressing aggressivo sin dalle prime fasi di possesso palla avversario. Le statistiche di Wyscout confermano la tendenza, come evidenziato dalle 4.71 palle recuperate nella metà campo avversaria che si traducono in un 38.01% a dir poco sbalorditivo. Facile immaginare come il baricentro medio dell’Atalanta favorisca il lavoro di pressione, ma è indubbio che ci troviamo di fronte a un caso eccezionale per quello che è il modo di giocare della stragrande maggioranza delle squadre in Italia.

Robin Gosens, l’orgoglio del Gasp

Sinistro e destro come in occasione dell’ultima spettacolare rete al Parma, Gosens non sai mai dove aspettartelo. La sua capacità di condurre palla anche con il piede debole gli permette di tagliare il campo verso il centro alla ricerca di soluzioni diverse rispetto alla ricerca del cross da fondo. Riuscire a stargli dietro non è proprio semplicissimo. Nonostante un fisico longilineo possiede uno stile di corsa in grado di sprigionare tutti i cavalli di un motore che spinge sempre al massimo senza fondere mai.

L’Atalanta possiede al momento l’attacco più prolifico del torneo con 48 gol fatti. Si presenterà a San Siro contro l’Inter dopo le due cinquine consecutive rifilate a Milan e Parma, probabilmente trovandosi nel momento più brillante della sua stagione sull’onda dell’entusiasmo scaturito dalla storica qualificazione agli ottavi di Champions League. Un benessere collettivo tradottosi anche nelle prestazioni offerte da Gosens. Nelle ultime due uscite ha toccato il suo picco di rendimento, come dimostrano i 9 dribbling riusciti su altrettanti tentativi nel match prenatalizio o gli 8 intercetti palla raggiunti nell’ultima sfida disputata.

Non esiste la controprova. Crediamo però di poter affermare che dopo anni di lavoro e ricerca, Gasperini abbia trovato l’esterno ideale. La massima espressione della sua idea di calcio. Risultato non da poco, considerato il poco tempo avuto a disposizione per portare a termine un altro esperimento vincente.

SHARE