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bruno fernandes

Per provare a raggiungere la zona Champions League distante al momento cinque punti, il Manchester United ha scelto di acquistare Bruno Fernandes. Il centrocampista portoghese dello Sporting Lisbona sbarca nel primo top club della sua carriera dopo aver speso cinque stagioni in Italia e le ultime due in Portogallo. In Serie A, il portoghese ha giocato con Novara, Udinese e Sampdoria, in cui, con Marco Giampaolo, ha raggiunto l’apice della sua esperienza italiana. Era stato cercato anche dai rivali dei Citizens, ma alla fine Guardiola ha virato su altri obiettivi. Adesso Fernandes ha la sua opportunità di mettersi in evidenza nel miglior campionato del mondo in un’età perfetta (25 anni). Ma perché un giocatore fino a poco fa fuori dai radar è diventato adesso così topico?

Un potenziale affermato

bruno fernandes

Le potenzialità di Bruno Fernandes si erano viste molto nitidamente nell’ultimo anno alla Sampdoria, dove con Giampaolo realizzò otto reti. Trasferitosi in Portogallo per tre anni, il portoghese ha vissuto durante gli anni più difficili del club di Lisbona. Infatti nel 2017 il club ha subito una smobilitazione di massa a cui era corrisposta pure la farsa della nomina di Mihajlovic come allenatore. Fernandes si è ritrovato a essere leader tecnico di una squadra impoverita ma che gli ha concesso comunque le chances giuste. In due anni e mezzo ha collezionato 27 presenze fra Europa League e Champions League, mettendosi dunque in mostra in teatri importanti. In questa stagione, addirittura, è stato nominato capitano.

Oltretutto Fernandes si è evidenziato pure con la maglia del Portogallo, in cui, con Ronaldo, ha vinto l’ultima Nations League. Sempre parlando di trofei è stato votato ben due volte giocatore dell’anno in Portogallo, terra fornita di talenti e giovani promesse. Invece, in piena maturità, ha superato tutti e si è ritagliato il suo spazio pur non giocando nei due “colossi” Porto e Benfica. La chance allo United arriva nel momento migliore della sua carriera.

Come gioca Bruno Fernandes

Il Manchester United ha giocato molto spesso in stagione con il 4-2-3-1 e Fernandes nello schema di Solskjaer giocherebbe come rifinitore dietro l’unica punta. In Italia si era esaltato in quel ruolo con Giampaolo alla Samp, tanto che il giocatore aveva collezionato prestazioni ammirevoli al Ferraris. A Lisbona quest’anno ha giocato 25 partite, segnato 13 reti e fornito 10 assist, raggiungendo una media di 1.04 fra tiri e gol a partita. Nella scorsa stagione invece è stato meno incisivo in zona gol vista la posizione più arretrata – giocava da “numero 8”, mezzala nei tre di centrocampo.

È un giocatore a cui piace molto calciare in porta (3,4 tiri in media a partita) e un discreto dribblomane, con il 57,7% di dribbling riusciti su una media di 5,3 a partita. Per una squadra spesso incastrata in problemi di risoluzione offensiva, Bruno Fernandes può essere non la svolta ma un contributo di valore. Non può essere un deus ex machina né un nuovo Cantona, ma al Manchester United il portoghese sarà certamente una risorsa (titolare) in più per Soslkjaer.

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