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Moise Kean
Moise Kean FOTO instagram

Moise Kean, la parabola dagli elogi alle critiche. “Fenomeno. Predestinato. Ottimo giocatore. Buon giocatore. Deve maturare. Nuovo Balotelli”.

Parole messe a caso? Assolutamente no. Queste parole rappresentano il climax discendente della carriera di uno dei prospetti più luminosi d’Italia: Moise Kean. Un calciatore straordinario per l’età, dotato di fisico straripante, ottima tecnica e gran tiro. Un attaccante capace di svariare su tutto il fronte d’attacco. Un ragazzo cresciuto troppo in fretta in un calcio, quello italiano, che non perdona i comportamenti sopra le righe. Comportamenti adolescenziali, che quindi dovrebbero essere considerati “nella norma” per un ragazzino nemmeno ventenne. Nella speranza di affermarsi definitivamente, quest’estate Kean è andato all’Everton. I calorosissimi tifosi inglesi l’hanno accolto come solo loro sanno fare, eleggendolo subito a loro idolo. Un po’ come successo con Cutrone al Wolverhampton.

Moise Kean è già marchiato: “Come Balotelli”

La storia di Patrick ha avuto un epilogo inaspettato: dopo 6 mesi e poche partite, ha deciso di lasciare i Wolves nonostante la stima dell’ambiente e di mettesi in discussione alla Fiorentina, una squadra nettamente più in difficoltà. Ma Kean difficilmente farà la stessa scelta, magari per ritornare in Italia. Almeno nel breve periodo. Lui è stato bollato come “il nuovo Balotelli”, un’etichetta che nel calcio italiano equivale ad avere una taglia sulla testa. In Inghilterra non se la sta passando meglio: dopo l’iniziale entusiasmo, Kean non è riuscito ad affermarsi, scivolando lentamente in panchina. Il primo tecnico non lo riteneva ancora maturo per il calcio inglese, mentre Ancelotti stravede per lui. Basti pensare che appena il nome di Ibrahimovic era stato accostato ai Toffees, l’ex tecnico del Milan aveva affermato di “essere a posto in attacco”.

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Certi comportamenti non giocano a suo favore

In questi giorni è stata persino ufficializzata la cessione di Tosun al Fulham. Quindi l’Everton ci crede fermamente, anche se lui stesso non sembra essere ancora maturato. L’ultima “balotellata” è accaduta qualche giorno fa: Kean ha fatto un video con lo smartphone mentre guidava a 50 miglia orarie, postandolo successivamente su Instagram. Una chiara infrazione del codice della strada, che non è passata inosservata ai tabloid inglesi, fra cui il Sun, che gli ha dedicato un’intera pagina. Un po’ come successo quando ancora si trovava in Italia: durante il ritiro con l’Under 21 italiana, era arrivato in ritardo con il compagno e amico Zaniolo. Entrambi vennero prima fatti accomodare in panchina e poi mandati a casa: i giornali ne parlarono a lungo.

 

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La bravata con Zaniolo: il romanista si è scrollato di dosso certe voci

Zaniolo ha avuto la forza di superare questo momento, maturando definitivamente e caricandosi sulle spalle il centrocampo romanista. Kean non ha avuto la stessa forza ed è stato risucchiato in un vortice emotivo troppo forte per un “ragazzino”. Che vi sia anche una sfumatura razzista in questo? Che i media abbiano preso di mira Kean anche per il colore della pelle, “lasciando in pace” Zaniolo? Domande senza una risposta certa. Le ottime qualità dell’attaccante ex-Juventus non possono essere contestate. Con i bianconeri ha giocato una stagione straordinaria, segnando ben 6 goal e mettendo in mostra tutto il suo repertorio tecnico.

La qualità in campo c’è e si vede

Memorabile il goal contro l’Udinese, in cui ruba palla al difensore e parte in contropiede. Kean arriva in area di rigore, Wilmot stringe la marcatura, ma Moise con un doppio passo lo tiene lontano e con la punta conclude sul primo palo. Un goal da calcio a 5, che riassume le caratteristiche dell’attaccante dell’Everton. Caparbietà, velocità, tecnica, freddezza e personalità. Caratteristiche che sono ancora rimaste nascoste nel corpo di un ragazzo nemmeno 20enne. Oggi Kean è un talento discusso, che non mette d’accordo tutti. Ma il tempo per crescere c’è. E se vorrà diventare un campione dovrà farlo.

di Federico Zamboni

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