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eriksen inter
Fonte: Twitter
Lukaku, Sanchez, Moses, Young ed Eriksen: l’Inter pesca in Premier League per raggiungere una nuova dimensione. I motivi di questa strategia e i dubbi sul danese
Dopo settimane di trattative serrate, Christian Eriksen è ormai un calciatore dell’Inter (manca solo l’ufficialità dopo le visite mediche). Il suo esordio in serie A potrebbe avvenire già il 2 febbraio in occasione del posticipo alla Dacia Arena contro l’Udinese.
Eriksen rappresenta senza ombra di dubbio un colpo di mercato importante, fondamentale per la crescita dell’Inter. Un calciatore nel pieno della sua maturità che ha scelto di sposare il progetto nerazzurro e rifiutare altre proposte allettanti. Un talento assoluto e riconosciuto che però non corrisponde alle richieste di Antonio Conte. L’allenatore ha da sempre spinto per l’arrivo del pupillo Arturo Vidal, già allenato alla Juventus e ritenuto ad oggi incedibile dal Barcellona. Eriksen è un calciatore differente, un trequartista creativo che per quattro stagioni in Premier ha superato la doppia cifra in termini di gol e in due stagioni anche quella degli assist.

Adattare e adattarsi: il lavoro di Conte e Eriksen

Un profilo particolare da inquadrare (obbligatoriamente) nel 3-5-2 di Antonio Conte. Un lavoro che allenatore e calciatore dovranno fare con pazienza, abnegazione e spirito di sacrificio per permettere all’Inter di fare un ulteriore step. Il ruolo più adatto sembra quello di mezzala, ma potrebbe anche sostituire Brozovic in cabina di regia. Il passaggio al centrocampo a 5 potrebbe richiedere tempo, considerando le caratteristiche tecniche di Eriksen.
La speranza ovviamente è che il talento prevalga sul tutto e che possa essere in grado di adattarsi anche in quello che a conti fatti è un nuovo ruolo per il danese. Senza mettere da parte la possibilità di avanzare il calciatore in un ipotetico 3-4-1-2, più vicino alle due punte per sfruttare anche la propensione al tiro e le capacità di fare da raccordo tra i due reparti

L’asse Milano Manchester

Romelu Lukaku

Ciò che colpisce molto quando si parla di mercato in entrata dell’Inter è la forte presenza di acquisti provenienti dalla Premier League, campionato in cui lo stesso Antonio Conte ha allenato vincendo il titolo con il Chelsea nel 2017.

Una strategia di mercato nata quest’estate quando Marotta e Conte hanno puntato su Romelu Lukaku, centravanti che ha militato nel Everton, Manchester United, WBA e Chelsea. L’attaccante belga ha già realizzato 18 gol in 27 presenze. L’asse Manchester United-Inter ha portato anche all’arrivo di Alexis Sanchez, mentre qualche giorno fa invece è stato ufficializzato l’acquisto di Ashley Young, ex capitano proprio dei Red Devils. Young ha rappresentato la colonna portante degli ultimi anni del Manchester United e oltre ad essere molto importante dal punto di vista dell’esperienza, è fondamentale nelle gerarchie di Antonio Conte che ha bisogno di un ricambio all’altezza che possa alternarsi con Candreva.

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Il pupillo Moses

Infine l’Inter ha deciso di puntare su Victor Moses, giocatore di proprietà del Chelsea nonché vecchia conoscenza di Conte. Durante l’esperienza al Chelsea, il ruolo ricoperto dal calciatore nigeriano fu fondamentale nella rincorsa verso il titolo. L’allenatore è stato l’unico in grado di valorizzare le doti del calciatore e all’epoca le sue ottime prestazioni come esterno destro unite al suo grande spirito di sacrificio gli valsero il posto da titolare.

Da Lukaku ad Eriksen tutti gli acquisti dell’Inter hanno un comune denominatore. La scelta della dirigenza nerazzurra è senza alcun dubbio dovuta alla preparazione fisica. Nel modo di giocare contiano influisce molto la condizione del singolo il quale sente il dovere di porre la squadra davanti a se stesso. Per questo motivo l’ex allenatore della Nazionale chiede giocatori pronti al sacrificio fisico e capaci di sostenere ritmi molto alti. Caratteristiche facilmente individuabili nei giocatori che hanno calcato i campi della Premier League, campionato che a prescindere dalle filosofie di gioco, resta quello più allenante e fisicamente superiore in Europa.

di Alberto Zaina

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