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erik sorga
Fonte: Twitter

Erik Sorga è il miglior attaccante d’Europa con 31 gol segnati in 34 partite. Più di Ciro Immobile e di tutti gli altri. Ma non gli bastano per poter vincere la Scarpa d’Oro. Il motivo? Li ha segnati in Estonia…

Ciro Immobile rischia davvero di riscrivere la storia dei bomber della Serie A. Finora ha segnato 25 gol in 21 partite: ha a disposizione 17 giornate per realizzare i dodici gol che gli permetterebbero di superare il record di Gonzalo Higuaìn nella stagione 2015-2016.

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L’attaccante della Lazio è in corsa anche per la Scarpa d’Oro di quest’anno. Immobile vola a vele spiegate verso la vittoria: i suoi 21 gol diventano 42 se moltiplicati per il coefficiente di difficoltà del campionato. Ed è proprio questo elemento che esclude dalla corsa a questo trofeo Erick Sorga, centravanti del Flora Tallin, Estonia. In questa stagione (conclusa) ha segnato la bellezza di 34 gol in 31 partite di campionato.

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Scarpa d’Oro, Erik Sorga il migliore d’Europa ma non può vincere


Un torneo di poco conto e infatti il coefficiente di difficoltà è pari a 1. Per questo motivo nella corsa alla Scarpa d’Oro Sorga è soltanto al nono posto, ma in realtà ha segnato più di tutti. Classe 1999, dopo tanti anni nel Flora Tallin (squadra della sua città natale), dall’Under 21 fino alla prima, ha deciso di dare una svolta alla sua carriera. Qualche giorno fa si è trasferito negli Stati Uniti: giocherà per il Loundoun United.

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Si tratta di un centravanti puro: non arriva al metro e ottanta, però ha una grande forza nelle gambe. In più è rapido e veloce. Ed è grazie a queste caratteristiche che, nella stagione appena conclusa in Estonia, è riuscito a segnare 31 gol in 34 partite. Sì, parliamo di uno dei campionati più scarsi d’Europa, ma restano comunque numeri straordinari. In questo momento è lui il miglior attaccante d’Europa: più di Immobile, di Messi, di Suarez, di Lewandowski e di tanti altri campioni. Statistiche che però non gli permetteranno di gareggiare per la Scarpa d’Oro a causa del coefficiente di difficoltà. Resta la soddisfazione personale.

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