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Dietmar Hamann
Fonte: Twitter

L’anno è il 2005, siamo a Istanbul. Si gioca la Finale di Champions League tra Milan e Liverpool, un match che diventerà poi storico. I rossoneri, avanti di tre reti nell’intervallo, si fanno clamorosamente rimontare nel giro di pochi minuti dai Reds per poi perdere la coppa ai calci di rigore. Il dramma sportivo degli italiani si mischia con la festa degli inglesi. Alla quale partecipa anche Dietmar Hamann, calciatore tedesco non troppo chiacchierato ma dalla carriera notevole e incredibilmente vincente. Alla quale, però, farà seguito una vita scriteriata, buttata quasi via per colpa di un vizio tremendo come quello del gioco d’azzardo.

GUIDA AI RICORDI: MILAN-LIVERPOOL 2005

Dietmar Hamann, dalla Champions con il Liverpool al vizio del gioco d’azzardo

Hamann, classe 1993, ha iniziato la sua carriera con un club mica da ridere. Nel Bayern Monaco prima giovanili e poi via con i grandi. Tra il 1993 e il 1998 arrivano più di 100 partite con i bavaresi. La sua carriera è da poco iniziata ma è già un trionfo: 2 Bundesliga, 1 Coppa di Germania e 1 Coppa di Lega per lui con il Bayern, oltre a una Coppa UEFA fuori dai confini teutonici. Dopo aver vinto praticamente tutto quanto c’era da vincere in patria, per Hamann arriva il momento di emigrare. E di raggiungere quella che di fatto diventerà la sua seconda casa: l’Inghilterra.

Hamann viene infatti notato dal Newcastle, all’epoca in un momento storico molto brillante. Gioca una sola stagione con il club per poi fare un ulteriore salto di qualità nel 1999, anno in cui viene acquistato dal Liverpool. Hamann diventerà una delle bandiere Reds più amate e rispettate ad Anfield. Giocherà con il Liverpool più di 200 partite. Vincendo, come detto, la Champions League, l’unico altro trofeo per club che gli mancava, nella finale contro i rossoneri. Nel mezzo, altra incetta di titoli: 2 Supercoppa UEFA, 2 Coppa di Lega inglese, 2 Coppa d’Inghilterra, un’altra Coppa UEFA e il Charity Shield.

Hamann, la fragilità dietro il campione

Dietmar Hamann è un vincente nato, con carisma da vendere e grande competenza tattica. Arriverà anche a sfiorare il Mondiale con la Germania nel 2002, battuto solo da uno strepitoso Ronaldo (il Fenomeno) in finale. Nel 2006, invece, si ritirerà dal calcio internazionale a causa della mancata convocazione per la Coppa del Mondo giocata in casa e vinta poi dall’Italia. Proprio nel 2006 Hamann partecipa a uno dei primi tentativi di ricostruzione di un Manchester City ancora lontanissimo da quello attuale, per poi terminare la carriera nell’MK Dons. Una vita calcistica impeccabile dunque. Che, però, va incredibilmente a contrasto con problemi fuori dal campo.

Sin dal finale di carriera, infatti, Hamann aveva contratto il vizio di giocare d’azzardo con le carte. A sua detta, per superare alcune vicende familiari tristi (divorzio dalla moglie e lotta per l’affidamento dei figli). Secondo quanto raccontato in alcune interviste, durante una serata arrivò a perdere più di 200.000 sterline in pochi minuti.

Fortunamente, a quanto sembra, la sua situazione si è poi stabilizzata. Attualmente il tedesco è opinionista per Sky Sport e spesso si è mostrato molto poco gentile con alcuni calciatori della rosa attuale (tra cui, di recente, Coutinho). Una storia a lieto fine nonostante momenti difficili. Ma anche l’ennesimo insegnamento che spesso, nel mondo del calcio, non basta essere vincenti per diventare anche felici.

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