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Fonte immagine: profilo Instagram Real Sociedad

La Real Sociedad è una delle quattro squadre ad aver avuto accesso alle semifinali di Copa del Rey, in programma il 12 febbraio e il 3 marzo. La squadra basca giocherà contro il Mirandés, formazione di terza divisione spagnola, mentre l’Atheltic Bilbao se la vedrà con il Granada. In Spagna si è discusso molto dei club delle final four di Copa del Rey, che per la prima volta in vent’anni non vedrà né Barcellona né Real Madrid. Eppure, la presenza della Real Sociedad fra i punti più alti del torneo non è un caso. La Real è una formazione che a novembre era al primo posto della Liga insieme al Real Madrid e proprio ieri hanno eliminato i Merengues dal torneo spagnolo.

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Il club basco è una squadra dalla lunga tradizione sportiva e la speranza è che si formi un derby a tinte basche contro il Bilbao in finale (a Siviglia). La Real è piena di giocatori di talento e costruita con una programmazione lungimirante, in cui spiccano riqualificazione degli impianti e palyer trading. A dimostrazione che i successi non si costruiscono solo sul campo ma anche fuori. Intanto, domenica, arriva l’Athletic Bilbao, ed è derby.

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Il percorso

Attualmente ottava in Liga e a due punti dall’Europa League e a cinque dalla Champions, la Real quest’anno sta giocando un ottimo calcio. Nella rinnovata Anoeta, il club basco ha nominato l’allenatore della formazione B Imanol Alquacil, tecnico quarantanovenne da sempre nel settore giovanile biancoazzurro.

Alexander Isak festeggia dopo il gol con il Real Madrid in Copa del Rey (fonte immagine: profilo Instagram Real Sociedad)

I numeri della Real Sociedad sono importanti soprattutto in fase realizzativa, essendo il quarto attacco del campionato con 37 reti. La squadra di Alquacil ha un rendimento un po’ altalenante per quanto riguarda i risultati, ma all’Anoeta, nonostante alcuni inattesi passi falsi, la squadra ha battuto l’Atletico Madrid (2-0) e pareggiato con il Barcellona (0-0). Fra tutti i dati relativi ai risultati, spiccano le 10 vittorie complessive, divise fra cinque successi in casa e altrettanti esterni. Fondamentalmente, nonostante l’andamento un po’ contorto, l’Anoeta rimane uno degli stadi più caldi e insidiosi della Liga, dove, per l’appunto, hanno trovato difficoltà molte squadre.

I protagonisti

A trainare la squadra di San Sebastiàn – una delle località turistiche più frequentate nella Spagna del nord, nota soprattutto per il surf – è un 4-2-3-1 molto liquido. La squadra corre tanto ed è spesso sbilanciata verso l’avanti (30 reti prese finora) ma quello che fa la differenza è poi la qualità in fase offensiva. Non a caso, la Real ha segnato 27 delle sue 37 su azione manovrata, segnando molto poco sui corner.

In rilievo c’è il norvegese Martin Odegaard, ex enfat prodige di proprietà del Real Madrid. Finora, il trequartista ventunenne ha segnato già sei gol in 23 partite fra Liga e Copa del Rey, e i suoi movimenti di classe (nonché le qualità balistiche eccezionali) hanno fatto strage del Real Madrid ieri sera.

Ma più di Odegaard, a incantare con la Real è soprattutto il nino de la casa Mikel Oyarzabal, esterno sinistro (ma destro di piede) e capitano della squadra. Secondo Transfermarkt il giocatore basco ha una valutazione di 60 milioni di euro e nelle ultime stagioni sta comparendo sempre di più con la maglia della Spagna (6 presenze, 2 gol). Le giocate sulle fasce di Oyarzabal e Odegaard disegnano delle architravi perfette da un lato all’altro del campo, e quando si tratta di buttare il pallone in area, a prenderlo c’è il centravanti Willian José. José è un attaccante brasiliano che finora ha segnato 7 reti in stagione e dal 2016 arriva ogni anno in doppia cifra. Un punto di riferimento.

Oyarzabal vincitore dell’Europeo Under 21 nel 2019. (Fonte: profilo Instagram Mikel Oyarzabal)

Per il resto, stanno impressionando altri giocatori con meno appeal per nome ma dalla gran sostanza sul prato verde. Sono i casi di Mikel Merino (ex Newcastle), Igor Zubeldia (perno dell’under 21 spagnola), Alexander Isak (ex Dortmund) o il talentuoso Adnan Januzaj. Nel 4-2-3-1 tutti si muovono coralmente e il possesso palla è d’obbligo, che si concretizza poi con fantasiose manovre offensive affidate ai piedi dei fantasisti sopra citati.

La Real Sociedad, che ha uno dei più importanti e floridi settori giovanili d’Europa – da cui sono usciti i vari Xabi Alonso e Xabi Prieto – è una realtà che sta appassionando molto in Spagna. Vuoi per il suo gioco fluido e dinamico o per la quantità dei giocatori di livello medio alto in squadra, la Real si trova a un punto della stagione dove può raggiungere risultati importanti. E questo, comunque, non è un caso.

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