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sanabria
Fonte: Twitter

Immaginate di assistere al momento in cui l’alta marea, dopo aver sommerso per giorni la battigia, si ritira gradualmente. Per quasi un mese il calciomercato ha imperversato sul Genoa come fanno le onde del mare in tempesta, spazzando via le (poche) certezze accumulate in un girone d’andata assai deludente, prima di terminare il suo ciclo e dare appuntamento alla prossima estate.

A resistere alla forza d’urto sono stati ben pochi e tra questi, un po’ a sorpresa, c’è anche il nome di Antonio “Tonny” Sanabria. Il paraguaiano, il cui nome era stato accostato a diverse squadre, non solo è rimasto ma appare addirittura come l’attaccante più in forma del reparto avanzato a disposizione di Davide Nicola. Siamo di fronte a un altro abbaglio oppure il talento di uno dei giocatori potenzialmente più forti a livello giovanile è pronto finalmente a sbocciare in maniera definitiva?

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Croce e delizia

Anomalo come un’onda, tremendamente discontinuo, eppure decisivo quando vuole. Prendere o lasciare. Sanabria è sempre stato così, capace di rapire al primo sguardo la fantasia di chi ama il calcio e un attimo dopo lasciare un disarmante senso di disperazione. Per molti, un talento sprecato come tanti in giro per il mondo. Non per tutti evidentemente, vista la grande considerazione di cui gode nonostante la sua parentesi in rossoblù abbia lasciato soltanto intravederne le doti.

Sette volte titolare nelle ultime otto partite disputate dal Genoa in campionato bastano e avanzano per considerarlo ormai a tutti gli effetti un titolare. Non proprio un cannoniere nato (solo 2 reti realizzate in questo periodo comunque positivo) ma certamente un giocatore capace di incidere a modo suo, attraverso movimenti, giocate e assist utili alla squadra. La scelta di schierarlo dall’inizio al fianco di un altro attaccante è tutt’altro che casuale, vista la grande abilità tecnica che ne facilità il dialogo con il proprio partner di turno. Da Pinamonti a Pandev, passando per Favilli, fino ad arrivare ai centrocampisti, tutti hanno giovato della presenza di Sanabria.

Anche nell’ultima rete segnata dal Grifone al Cagliari (arrivata per merito di un tiro-cross del macedone dal limite dell’area di rigore) è infatti possibile notare lo zampino del paraguiano. Nel tentativo di impattare il pallone riesce, trascinandosi dietro il difensore avversario, a ingannare Cragno. Un movimento all’apparenza inutile ai fini della segnatura, eppure decisivo proprio per la cattiveria con cui è stato in grado di attaccare lo spazio anticipando il proprio marcatore diretto.

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Fiducia da meritare

Conquistata la fiducia di Nicola, occorrerà fugare ancora i dubbi riguardanti la sua efficacia sotto porta. Un lavoro non semplice che richiede tempo a chi tempo non ne ha molto, nonostante l’ultimo successo abbia ridato un po’ di ossigeno alla classifica.

Arrivato al Genoa per non far rimpiangere Piatek, Sanabria era partito benissimo. Nelle prime quattro partite segnò tre gol. Una curiosa clausola inserita ne imponeva il riscatto dal Betis Siviglia al raggiungimento delle 9 reti, ma anche a causa di un rendimento ben al di sotto delle attese la squadra allenata da Cesare Prandelli si è trovata coinvolta nella lotta salvezza praticamente fino all’ultima giornata dello scorso campionato.

Appare evidente come il classe ’96 cresciuto alla Masia del Barcelona, debba ancora completarsi. Walter Sabatini, esperto di calcio a 360°, intavolò la trattativa per portarlo giovanissimo in Italia in sinergia col Sassuolo. Per la Roma fu un acquisto flop, ma adesso sta dimostrando il suo talento.

Eppure non tutti sanno che la società giallorossa conserva ancora una cospicua percentuale sulla sua futura eventuale rivendita. Un motivo in più per augurarsi che l’ex ragazzino prodigio riesca finalmente a mantenere le promesse di gioventù. Del resto, soltanto essere riuscito a sopravvivere all’ennesima rivoluzione operata sul mercato dal club del presidente Preziosi, è certamente un buon segno in ottica futura.

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