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leonardo semplici
foto Twitter

Da lunedì pomeriggio Leonardo Semplici non è più l’allenatore della Spal, esonerato dopo la sconfitta interna con il Sassuolo. Per l’allenatore fiorentino è la fine di un rapporto di lavoro lungo cinque anni. Una sorta di unicum nel calcio contemporaneo dove i contratti subiscono molto spesso brusche interruzioni. Semplici era diventato allenatore della Spal nel 2014 a dicembre, subentrato a torneo in corso in Serie C (ai tempi Lega Pro). Con lui la società ferrarese è maturata dalla terza alla prima divisione italiana. E in questi anni si è tolto straordinarie soddisfazioni (come la vittoria con la Juve lo scorso torneo) e finita solo quando non era più possibile proseguire.

Semplici, che con la Spal è arrivato in Serie A per la prima volta in carriera, ora è libero di iniziare una nuova avventura con un curriculum più che sostanzioso. La Spal al momento è all’ultimo posto con soli 15 punti e appena quattro vittorie in campionato. Semplici ha resistito più volte al licenziamento con alcuni colpi di reni esaltanti – vittorie esterne a Torino e Bergamo – ma in casa, al Mazza, il rendimento è stato più che insufficiente.

Dopo una salita, tutto in discesa

Dopo un inizio molto brusco e una piazza che non vedeva di buon occhio l’ex allenatore della Fiorentina Primavera, Semplici arrivò primo nel campionato 2015-2016, regalando a Ferrara una Serie B assente dal 1993. Così Semplici riconquista l’ambiente e diventa con i mesi un punto di riferimento.

La Serie B in cui si ritrova la Spal è uno dei tornei più difficili degli ultimi anni, e infatti, pur da prima in classifica, gli emiliani vincono pur con otto sconfitte stagionali. Con Semplici al Mazza si esaltano diversi giocatori poi diventati storici negli ultimi anni della Spal. L’ex attaccante biancoazzurro Mirco Antenucci (34 gol in 155 partite), Andrea Lazzari (ora punto fisso della Lazio), l’enfant prodige Kevin Bonifazi e poi, a seguire, i vari Vicari, Schiattarella, Floccari.

Fonte immagine: profilo Instagram Leonardo Semplici

Semplici aveva creato alla Spal un gruppo-famiglia. Una squadra che si è difesa bene in questi anni in Serie A e ha giocato con entusiasmo in Serie B. La Spal non ha mai osato andando oltre nel gioco, rimanendo sempre sul suo stile compatto e, senza mezzi termini, pragmatico. Il modello di Semplici si è visto nella tenacia con cui i biancoazzurri si sono difesi in Serie A per la salvezza, dove il carattere ha ovviato le carenze della tecnica. Di fatto, Semplici ha costruito un ambiente plasmato sul suo carattere battagliero. Mai arrendevole, ed è con questa via che la squadra si è salvata per due anni consecutivi in Serie A.

Non per altro, Semplici è diventato una sorta di manager tanto era approfondita la sinergia lavorativa con la dirigenza. Anche per questo, mentre nelle altre realtà di bassa classifica (soprattutto neopromosse) regnano confusione e difficoltà, la Spal è rimasta concentrata e sul pezzo. Semplici è stato quindi sia capitano che scudo, e in questo modo, è riuscito a salvare la Spal per due anni consecutivi. Perché Semplici, da grande e navigato esperto di calcio, ha lavorato prima sull’ambiente e sulla testa che sulle gambe in campo.

Momenti indelebili

I momenti più significativi di Semplici all’ombra del Castello degli Estensi sono stati sicuramente le vittorie contro la Juventus e la Roma (all’Olimpico e in casa). Però, personalmente, tutta l’avventura ferrarese di Semplici può essere descritta come una grande esperienza di vita, un rapporto unico nel calcio di oggi dove il legame umano è resistito finché potuto. I risultati hanno reso la separazione inevitabile, ma a Ferrara, Semplici, troverà sempre una seconda casa.

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