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Esnaider Juve
Juan Antonio Esnaider Juve FOTO Twitter

Juan Antonio Esnaider Juve, un affare di mercato che non si rivelò tale e del quale quasi nessuno serba ricordo. Perché i bianconeri lo acquistarono.

Ne è passato di tempo da quando venne annunciato il colpo Esnaider Juve. Ed ormai le nuove generazioni nemmeno conoscono il suo nome, rimasto alquanto noto a tutti coloro che invece ancora ricordano i fasti ormai andati del calcio italiano degli anni ’90. La Juventus allora era anche più forte di quella attuale e vedeva un Alessandro Del Piero scintillante capeggiarla. Fu proprio un grave infortunio di Pinturicchio a far si che Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Roberto Bettega acquistassero questo tenace centravanti argentino. Lui è nato a Mar de la Plata, in Argentina, il 5 marzo 1973. La carriera di Juan Eduardo Antonio Esnaider però si svolgerà prevalentemente in Europa, grazie al Real Madrid che lo porta subito in Spagna a 19 anni, prelevandolo dopo appena 6 presenze maturate col Ferro Carril Oeste. E lì il giocatore resta dal 1991 al 1999, cambiando poi squadra per tre volte. Il talento c’è, ma le intemperanze il più delle volte mettono Esnaider in difficoltà. Infatti si parlerà di lui soprattutto per le numerose ammonizioni ed espulsioni ricevute, e per i litigi con allenatori e compagni di squadra.

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Esnaider Juve, in bianconero giunse con la nomea di attaccabrighe

Dopo un primo anno passato alla formazione B del Real, ecco il salto in prima squadra. Ed a seguito di un gol in 8 presenze, la dirigenza madrilena lo cede al meno prestigioso Real Saragozza. Ma il cambio di maglia si rivela essere un toccasana e Juan Antonio è l’artefice della vittoria della compagine aragonese in Coppa del Re ed in Supercoppa di Spagna. L’attaccante ritorna al Real dopo 29 gol segnati in 61 presenze al Saragozza. L’esperienza però non è affatto memorabile (una rete in 20 apparizioni) ed allora Esnaider cambia sponda della capitale, passando all’Atletico. Qui si che le cose vanno bene, con 16 palloni spediti nella porta avversaria in 35 gare disputate. Ma con i Colchoneros finisce dopo una sola stagione. Colpa di un litigio con l’allenatore Radomir Antic. L’argentino se ne va a Barcellona, per vestire la maglia dell’Espanyol. In due stagioni di Liga racimola 35 presenze e 14 gol.

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Via senza lasciare traccia, come Henry

E quando la Juventus lo chiama, Esnaider accetta subito. Anche perché all’Espanyol aveva preso a pugni il compagno di squadra Miguel Angel Benitez, reo di avere attaccato il gruppo in pubblico. Passa in bianconero il 14 gennaio del 1999 per 12 miliardi di lire (circa 6 milioni di euro attuali, n.d.r.). “Sono felice di poter giocare nella squadra più famosa del mondo, voglio vincere la Champions League”. Ma per ‘El Loco’ resterà un sogno. Tra l’altro in quella stessa sessione di mercato la Juve prende anche il giovanissimo Thierry Henry, che pure non riuscirà a lasciare il segno. Gioca in tutto 26 partite nel giro di 12 mesi, segnando soltanto una volta in Coppa Italia ed una in Coppa UEFA contro il modesto Omonia Nicosia. A 27 anni, quando di solito un calciatore raggiunge la piena maturità in carriera, Juan Esnaider vive invece già l’inizio di una profonda parabola discendente. Tra il ritorno al Saragozza, il Porto, il River Plate, l’Ajaccio, il Murcia ed il Newell’s Old Boys giocherà solo 58 volte segnando 13 gol. Un bottino esiguo considerando che viene messo su dal 2000 al 20005.

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La carriera da allenatore

Il Newell’s è proprio l’ultima squadra della carriera del ‘Loco’ Esnaider, che in gioventù si beccò un anno di squalifica dalle competizioni internazionali dopo avere mollato l’ennesimo pugno ad un avversario. Avvenne al Mondiale Under 20 in Portogallo, nel 1991. Nel 2009 l’ex giocatore ha iniziato una carriera da allenatore, facendo da vice al Getafe. Dopo un anno di pausa, nel 2011/2012 ecco l’ennesimo ritorno al Saragozza, per sedere sulla panchina della squadra B. Altra pausa nel 2012/2013, poi lo chiama il Cordoba. Ed ancora, ecco tre anni di inattività, interrotti da un altro ritorno, ancora al Getafe. Qui sarà mister da aprile a settembre del 2016. Infine nel 2017 diventa allenatore del JEF United Ichihara Chiba, compagine giapponese di modesta caratura.

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