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Muriel

Ormai le goleade sembrano esser diventate il pane quotidiano di un’Atalanta sempre più lanciata verso il grandissimo calcio. Gli orobici, saldamente al quarto posto, hanno umiliato il Lecce al Via del Mare per 2-7. Una squadra sempre più spettacolare, dai meccanismi oliati. In cui tutto funziona a perfezione, perfino dalla panchina. E d’altronde, allo stato attuale delle cose, poche compagini possono permettersi il lusso di tenere un giocatore come Luis Muriel a fare la punta di riserva.

Il colombiano, arrivato ormai a una maturazione definitiva, brilla in particolare perché riesce a emergere come decisivo nonostante un minutaggio generale non eccelso. Un campione che forse non diventerà più un fenomeno ma che, in questo momento, rappresenta il senso più intrigante del concetto di “rosa lunga” per i nerazzurri.

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Muriel, il cecchino della panchina e la grande abbondanza dell’Atalanta

Le statistiche stagionali di Muriel che riguardano i minuti giocati e i gol segnati sono pazzesche. Come possibile notare anche su Trasfermarkt, l’ex attaccante di Siviglia e Fiorentina ha giocato in totale 23 partite, siglando 13 reti. Andando più nel dettaglio, però, si può notare come Muriel sia sceso complessivamente in campo per soli 914 minuti. Nonostante questo, il ragazzo possiede la media di un gol ogni 70 minuti di gioco.

L’aspetto che fa davvero riflettere risiede soprattutto nel fatto che Muriel ha giocato la maggior parte delle partite come riserva. Dei 13 gol segnati in stagione soltanto 6 sono arrivati in gare giocate da titolare (è partito dall’inizio 9 volte). Nello specifico, 2 contro la Lazio e 3 contro l’Udinese, in quella che ancora oggi resta l’unica partita intera giocata dal colombiano in questa Serie A. Sono 7 invece le reti segnate da subentrato. Ancora, addirittura 3 di questi gol Muriel li ha segnati avendo a disposizione soltanto una decina di minuti di gioco, contro Milan e Torino. Infine, la media punti a partita dell’Atalanta con Muriel in campo è di un solido 1,77.

Quanto è cambiata la rosa d’attacco orobica

Il fatto che un giocatore come Muriel molto spesso abbia a disposizione soltanto una manciata di minuti nonostante la sua capacità realizzativa fa comprendere enormemente la spettacolare quanto lineare crescita dell’Atalanta di questi anni. Il paragone con il reparto offensivo dell’ultima rosa dell’Atalanta non andata in Europa e lontana dalle prime quattro posizioni fa riflettere.

Nella stagione 2015/2016 la squadra orobica era allenata da Edy Reja, concluse il campionato al 13° posto e ha terminato la stagione con il seguente attacco: Gakpé, Borriello, Monachello e Pinilla (con Denis, Boakye e Marilungo ceduti nel calciomercato invernale). Una differenza netta con il reparto attuale che, probabilmente, rappresenta concretamente il lavoro svolto dall’Atalanta in questi anni. Un lavoro premiato da risultati, numeri e sogni che possono ancora realizzarsi. Intanto Luis Muriel continua a segnare: la panchina, per lui e per l’Atalanta, non sembra essere un problema.

ALLA SCOPERTA DI ADRIEN TAMEZE, NUOVO CENTROCAMPISTA DELL’ATALANTA

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