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Coronavirus Serie A. Il campionato rischierà di saltare a causa del nuovo decreto. Cosa succede in caso di chiusura definitiva?

Coronavirus Serie A, cosa potrebbe succedere se si fermasse il mondo del calcio? Nelle ultime ore la situazione in Italia è sempre più grave. Dopo l’ufficialità del decreto che ha di fatto chiuso ogni possibilità di entrata e di uscita della Lombardia e di altre undici province, anche il calcio si mobilita. Le domande sono tante e circostanze simili sono difficilmente gestibili. Di sicuro se tutto dovesse bloccarsi si dovrà fare di tutto per recuperare le partite non disputate. Non esiste nessuna norma nell’ordinamento sportivo che regola una situazione del genere.

Secondo le N.O.I.F attraverso l’articolo 47 comma 1 “La stagione sportiva federale ha inizio il 1° luglio e termina il 30 giugno dell’anno successivo.” Ovviamente le date danno conto del calendario Uefa e Fifa con cui la Figc collabora, ma il regolamento prevede che i calciatori entro fine maggio vengano rilasciati alle proprie nazionali per poter disputare le partite internazionali. Una regola che potrebbe rivelarsi un grosso scoglio, che condizionerebbe il prossimo campionato Europeo se tutto dovesse slittare, sia per quanto riguardano le giornate di Serie A, sia per i turni di Champions League ed Europa League.

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Coronavirus Serie A, chi decide cosa fare se il campionato si ferma?

Fonte: Twitter @FIGC

La confusione è tanta. Un esempio lampante è il match di oggi fra Parma-Spal giocatasi alle ore 13.45. La sfida sarebbe dovuta andare in atto alle ore 12.30 se il Ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, non avesse deciso 5 minuti prima della partita, di fermare i giocatori nel tunnel e non farli entrare in campo. Attimi di grande confusione, con la sensazione che si andasse verso la sospensione del campionato. La decisione definitiva del Governo, già presa nei giorni precedenti, è stata quella di giocare (a porte chiuse).

“Martedì arriverà la decisione sulla sospensione della Serie A” queste le parole del politico. In caso tutto dovesse arrestarsi, la F.I.G.C tramite l’articolo 13, comma 2, stabilisce che “l’affiliazione delle società e definisce, d’intesa con le Leghe interessate e sentite le Componenti tecniche, l’ordinamento dei campionati. La F.I.G.C stabilisce i criteri di formulazione delle classifiche e di omologazione dei risultati…” e inoltre “…decide l’assegnazione del titolo di campione d’Italia e ratifica le promozioni e le retrocessioni di serie.” Tutto ciò, condizionerebbe nettamente il campionato, perché se la Serie A non dovesse andare concludersi entro il periodo stabilito, la vittoria del campionato e gli esiti riguardanti le retrocessioni avverrebbero in base alla situazione di classifica.

In pratica cristallizza la classifica all’ultimo turno in cui le squadre hanno giocato un numero uguale di partite, definendo vincente titolo campione d’Italia, aventi diritto alla partecipazione alle competizioni europee e retrocessioni in base alla classifica di quella giornata. Ad oggi il fatto che accada un qualcosa di cosi grave è ancora lontano dai pensieri di tutti, ma niente è da escludere. In caso di sospensione quindi, la questione è di competenza della Figc e sarà all’ordine del giorno nel prossimo Consiglio federale di martedì 10 marzo. Due sono le ipotesi:

  • non assegnare lo scudetto;
  • assegnarlo alla squadra che a parità di partite ha ottenuto più punti.

Coronavirus, le parole di Damiano Tommasi

Tramite un post sui social Damiano Tommasi ha voluto esprimere il suo disappunto. Queste le sue dichiarazioni: “Fermare il calcio è l’atto più utile del paese in questo momento. Le squadre da tifare stanno giocando nei nostri ospedali, nei luoghi d’emergenza”. Parole importanti, che arrivano dal presidente dell’Associazione Italiana Calciatori che come dichiarato da lui stesso, ha tentato di convincere il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di fermare la Serie A già oggi.

di Fabio Chiappini

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