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Alessandro Iannuzzi

Nel calcio, come nella vita, molto spesso non conta essere protagonisti ma semplicemente esserci. E i trofei di Alessandro Iannuzzi, onesto attaccante che ha militato in tantissime squadre a cavallo tra anni ’90 e 2000, detonato una predisposizione – fortunata o meno – nel trovarsi al posto giusto nel momento corretto. Punta decisamente poco profilica, nonostante questo può infatti vantare vittorie che tanti altri calciatori più celebrati non hanno mai ottenuto.

Alessandro Iannuzzi, l’infortunato vincente

Iannuzzi inizia la carriera nelle giovanili della Lazio, per poi esordire in prima squadra nella stagione 1995/1996: 4 presenze e una rete su punizione – decisiva – contro il Torino. Iannuzzi si era segnalato come un attaccante davvero forte in Primavera, tanto è vero che nella stagione precedente proprio la Lazio aveva vinto il campionato di categoria (in rosa aveva i vari Nesta, Roma e Di Vaio) contro il Perugia grazie a una sua rete, nel palcoscenico dell’Olimpico “prestato” per l’occasione.

Nella stagione successiva Iannuzzi vive uno dei momenti magici della carriera. Durante il prestito al Vicenza vince la Coppa Italia, segnando peraltro nella Finale di ritorno vinta contro il Napoli. Nella stessa estate, con la Nazionale Under 23 (che vantava, tra gli altri, Totti, Buffon, Fiore, Ventola e Tardelli C.T.) vince pure i Giochi del Mediterraneo di Bari. La sua carriera quindi sembra pronta per fare il salto.

Di contro, però, alla fortuna di compiere scelte ottime per quanto concerne i progetti calcistici, si contrappone una serie di problemi fisici che determineranno le poche gare e i pochi gol di Iannuzzi in carriera. Già nel prestito al Lecce ci saranno le prime difficoltà in tal senso: a causa dei guai fisici, infatti, Iannuzzi gioca soltanto 8 partite con un gol in campionato.

Vincere senza giocare

Il suo anno di grazia, paradossalmente, è proprio quello in cui non gioca praticamente mai. Nel 1998 torna alla Lazio e vince la Supercoppa Europea, viene schierato una sola volta da Eriksson giocando Lazio-Vicenza in coppia con Mancini e poi, nel gennaio del 1999, viene acquistato dal Milan. Anche qui non scenderà mai in campo ma vincerà con i rossoneri un insperato Scudetto al termine di una grande rimonta. Sarà la sua prima e unica vittoria di un campionato di professionisti.

Da quel momento in poi, però, la fortuna chiede il conto. Di fatto, Iannuzzi smette praticamente di giocare a causa degli infortuni. Ovunque egli vada (tra cui Reggina, Monza, Perugia, Pescara e Teramo) in pratica passa più tempo in infermeria che in campo. Soltanto con il Messina, tra il 2001 e il 2003, riesce a trovare una parziale continuità, segnando anche 4 reti. Ma la sua carriera ad alti livelli in pratica non esplode mai.

Iannuzzi si ritira nel 2011, dove aver girovagato senza una meta fissa per anni e con sole 4 segnature in Serie A durante la carriera. Attualmente dovrebbe essere il vice-allenatore della squadra Under 15 della Lazio, essendo dunque tornato all’ovile. Vittorie importanti le sue, certo. Ma senza continuità ed epicità. Condizioni che, nonostante tutto, un calciatore ricerca costantemente.

LEONARDO TALAMONTI, DALLA LAZIO AL FERRAMENTA

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