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Giuseppe Marotta (foto Twitter)

Il Coronavirus è un nemico da sconfiggere, e il prima possibile. Ed è questa la priorità dell’Italia, d’Europa e del mondo. Inevitabilmente ci saranno ripercussioni sull’economia dei paesi. Pure nel calcio. E, quindi, pure nel calciomercato. Meno soldi, più creatività. E anche più scambi.

Il CIES, l’osservatorio calcistico, ha condotto un interessante studio proprio sull’influenza che il Covid-19 avrà sul calciomercato. Secondo i loro calcoli, basati su età, partite giocate finora, durata del contratto e anni di contratto, il valore dei cartellini dei calciatori dei cinque maggiori campionati si ridurrà del 28%.

Oggi il costo totale dei cartellino è di 32,7; dopo il Coronavirus, sarà di 23,4 miliardi di euro, stando a questi calcoli. Per esempio: il costo di Pogba potrebbe crollata dai 65 milioni di euro attuali a 35 milioni.

Il CIES ha tenuto a precisare che gli aspetti che incidono di più su questo crollo sono: gli anni di contratto rimasti e le partite giocate finora. Nel caso di Pogba, il centrocampista ha solo otto presenze col Manchester United quest’anno e un contratto in scadenza a giugno 2021. Un crollo, su queste basi, inevitabile.

Sommando le perdite di ogni giocatore per ogni squadra, la società più colpita sarebbe il Marsiglia, con una riduzione pazzesca di 97 milioni (da 259 a 156 milioni). Subito dopo, addirittura tre squadre italiane: l’Inter, l’Hellas Verona e, infine, la SPAL.

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Le perdite della Serie A

Sulla base di questi calcoli e con la classifica generale del CIES a portata di mano, andiamo ad analizzare qual è la condizione e la situazione di tutte le squadre italiane. Come detto, quella che registrerebbe maggiori perdite è l’Inter con un -276 milioni.

L’Hellas Verona, invece, -23, mentre la SPAL, quarta in classifica, -27. Troviamo un’altra squadra italiana all’ottavo posto, ed è la Lazio: la società di Lotito passerebbe dagli attuali 348 milioni a 234, per una perdita totale di 114 milioni. Un’altra bella botta.

Dopo i biancocelesti, al 13esimo posto, c’è il Cagliari con un -53 milioni. Al 16esimo posto c’è il Torino di Urbano Cairo, subito dopo troviamo il Milan: la società, gestita dal fondo americano Elliott Management, perderebbe 144 milioni sulle valutazioni dei giocatori.

Più in la, al 22esimo posto, la Sampdoria con -84 milioni. Poco più avanti il Napoli di Aurelio De Laurentiis, che ha già messo in conto l’addio di qualche big (e chissà se questa situazione non lo porterà a rinunciare al rinnovo di Mertens): -181 milioni.

Arriva poi il turno del Sassuolo, che “vanterebbe” una perdita di 65 milioni. Poi la Fiorentina, con -99 milioni. Dopo Udinese (-53) e Genoa (-24) troviamo finalmente la Juventus, con una perdita inferiore a quella dell’Inter: 222 milioni. I bianconeri, però, hanno già annunciato il taglio degli stipendi dei calciatori per i prossimi quattro mesi. Un passo avanti importante.

La prima italiana dopo la Juve è la Roma: la perdita ammonterebbe a 147 milioni. Poi due emiliane: il Parma, con un -30 milioni, e il Bologna, a -64 milioni. Il Brescia di Massimo Cellino segnerebbe un -30 milioni. La penultima italiana è l’Atalanta, con una perdita di -64 milioni. Infine il Lecce, con “solo” otto milioni di perdite.

Sono numeri quasi catastrofici per il nostro calcio. Ecco perché sarà un calciomercato molto difficile. Ma sarà interessante capire e vedere come decideranno di muoversi le società. Un’iniziativa utile, come nel caso della Juventus, sarebbe quella di tagliare gli stipendi. Solo così si potrebbe dare una mano ai propri club.

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