SHARE
Lucas Ocampos

In Argentina essere un attaccante, e ancora di più un’ala, può essere decisamente frustrante. I continui paragoni con mostri sacri del calcio come Messi e Maradona rimbombano continuamente nella tua testa. Ma tu sai benissimo di non poter minimamente raggiungere il loro livello. Quando sbagli, diventi l’ennesimo bidone, l’ennesimo “nuovo Messi” che cade nell’ombra e viene dimenticato da tutti. Questa, fino a tre anni fa, sembrava essere anche la storia di Lucas Ocampos. Che, dopo essersi affermato in patria, era giunto in Europa con il titolo di “nuovo Ronaldo”, salvo poi fallire clamorosamente sia in Francia sia in Italia, in particolare al Milan. In Spagna invece sembra aver trovato la sua dimensione ideale, in una squadra, il Siviglia, specializzata nel “riciclo” di giocatori considerati a fine corsa.

Ma vediamo come si è concretizzata questa vera e propria rinascita dell’ala argentina.

LEGGI ANCHE: ALESSANDRO IANNUZZI, L’INFORTUNATO VINCENTE

Gli inizi in Argentina

Lucas iniziò a giocare a calcio al Quilmes, la squadra della sua città, e sin da subito dimostrò qualità straordinarie, che lo fecero diventare uno dei giovani gioielli più contesi del calcio argentino. In questa vera e propria lotta di mercato, la spuntò il River Plate, che lo portò a Buenos Aires e cominciò a limare i contorni di uno dei talenti più eccitanti di tutto il calcio argentino: il fisico ben strutturato, i dribbling ubriacanti e i movimenti a rientrare sul potente destro gli fruttarono da subito i paragoni con Cristiano Ronaldo, e le squadre europee cominciarono ad osservarlo con interesse.

A 17 anni Lucas Ocampos era la vera “Next big thing” del calcio argentino. Era arrivato il tempo di esordire in prima squadra, in Nacional B, dopo quello che venne definito “l’annus horribilis” dei Milionarios. Ciononostante l’ala esordì e mostrò qualità straordinarie, riuscendo a guadagnarsi subito il posto da titolare: con 7 gol e tante ottime prestazioni in 38 presenze diede un contributo fondamentale al ritorno del River in Primera Division.

LEGGI ANCHE: GABY MUDINGAYI, L’UMILE SOLDATINO DEL CALCIO ITALIANO

I primi fallimenti europei

Ormai era impossibile trattenerlo, ma l’Argentina è una boutique del calcio e il prezzo di Ocampos era lievitato rapidamente. Dopo un’estenuante asta il Monaco, intanto retrocesso in Ligue 2, riuscì ad aggiudicarselo per 13 milioni, e le prime due stagioni sulla Costa Azzurra sembrarono dare ragione ai monegaschi: l’argentino sembrava abituarsi al calcio europeo, completamente diverso rispetto a quello sudamericano.

Poi arrivò un’improvvisa frenata e la prima parte della stagione 2014-2015 fu alquanto deludente, ma il Marsiglia ci vide qualcosa di intrigante, qualcosa per cui valeva spendere più di 7 milioni di euro. E così effettivamente fu: Lucas passò al Marsiglia nella sessione invernale di mercato, ma il suo passaggio non riscaldò minimamente i cuori infreddoliti dei tifosi. Dal canto suo, l’argentino non si era nemmeno dovuto trasferire, tanto esigua è la distanza fra le due città della Costa Azzurra.

Qui qualcosa sembrò spezzarsi, e quella magia tutta sudamericana che contornava la figura di Ocampos svanì all’improvviso. Ritornò ad essere un giocatore normale, non più quello che sembrava l’erede di Ronaldo. 3 gol in un anno e mezzo, infatti, erano veramente pochi per un giocatore pagato molti soldi in relazione a quanto aveva dimostrato, e per questo venne mandato a “farsi le ossa” al Genoa.

Con la maglia del Grifone Ocampos dimostrò ancora una volta di avere delle ottime qualità nascoste, che convinsero il Milan a richiederlo in prestito. Lucas, emozionatissimo, fu ben felice di trasferirsi ai rossoneri, che tuttavia non erano più quelli di una volta. E questo ambiente nostalgico condizionò pesantemente le prestazioni della giovane ala, che non riuscì ad esprimere nemmeno un briciolo del proprio talento.

LEGGI ANCHE: ESCLUSIVA – CASTAN SI RACCONTA

La rinascita di Ocampos con Rudi Garcia

A fine stagione il Milan lo lascio andare come una foglia al vento, e Lucas Ocampos se ne ritornò tristemente al Marsiglia, dove ormai nessuno se lo ricordava più di tanto: quel giocatore che doveva essere il nuovo crack del calcio argentino aveva fallito miseramente, ma Rudi Garcia non la pensava così e decise di metterlo subito al centro del suo scacchiere, in una trequarti tutta talento e fantasia completata dall’eterno incompiuto Payet e dal giovane talento Thauvin.

Il Marsiglia giocò la stagione della vita e riuscì ad arrivare in finale di Europa League, battuto dall’Atletico Madrid. Ocampos stupì tutti, segnando 16 gol e facendo finalmente vedere quelle qualità che sembravano essere rimaste in Argentina. Il suo valore di mercato si impennò, ma Rudi Garcia non volle assolutamente farlo partire: era diventato un giocatore da cui non si poteva prescindere. Quindi Lucas restò sulla Costa Azzurra, ma la stagione seguente non fu altrettanto magica e Rudi Garcia venne esonerato.

Perso quello che era stato il suo mecenate, l’ala argentina decise che era l’ora giusta per partire e il Siviglia fu la sua meta, nonostante molte squadre più importanti avessero cercato di convincerlo: forse era maturato e non era più un ragazzino, e quindi voleva andare in una squadra che gli avrebbe assicurato continuità di prestazioni.

L’esplosione definitiva al Siviglia

La sua scelta sembra averlo ripagato appieno: la stagione del Siviglia è stata fino ad ora entusiasmante, soprattutto per merito dell’argentino, capace di segnare 10 gol in campionato. Numeri straordinari per quello che era ormai considerato solo un buon giocatore, numeri che gli sono valsi l’interesse di Liverpool e Bayern Monaco, che sono pronti a darsi battaglia in un’asta di mercato che infuocherà la prossima sessione di mercato. Il Siviglia non vorrebbe privarsene, ma di fronte ad offerte di 60/70 milioni non avrà scelta: e questa volta Ocampos accetterà sicuramente, per dimostrare a tutti qual è il suo vero valore. E soprattutto per smentire tutti quelli che non ci avevano creduto, perché lui può e adesso finalmente vuole essere un top player.

Ma adesso Lucas pensa solamente al Siviglia, che sogna la qualificazione in Champions League e rimane anche in corsa per il titolo. Anche se, probabilmente, l’anno prossimo Lucas Ocampos vestirà un’altra maglia.

Federico Zamboni

SHARE