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Un vero e proprio laboratorio: così si potrebbe definire attualmente la Juventus guidata dal suo nuovo allenatore Andrea Pirlo. Gli scettici non hanno perso nel definire la partita di Roma, terminata con un pareggio 2-2 la testimonianza perfetta di cosa voglia dire affidare ad un principiante, seppur campione da giocatore, la guida tecnica di una società così importante.

Eppure, ci sono tanti altri addetti ai lavori, che hanno un pensiero completamente diverso su Pirlo e lo considerano un predestinato anche dalla panchina. Uno di questi è certamente Ariedo Braida, ex dirigente di Milan e Barcellona, che ha rilasciato un’interessante intervista a L’insider, in cui si è detto assolutamente certo che Pirlo abbia tutte le carte in regola per fare bene sulla panchina dei bianconeri e per dimostrare di essere in grado di eccellere anche in quel campo nella sua carriera.

Le differenze con l’Inter

Se la squadra che ha in mano Antonio Conte in questo momento può sembrare già pronta per giocarsi qualcosa di importante, le sensazioni sono chiaramente molto diverse in riferimento alla Vecchia Signora, dove appare molto più necessario un, comunque normale e preventivabile, periodo di rodaggio.

Anche gli appassionati di scommesse calcio l’hanno capito e non è un caso che i principali bookmakers diano l’Inter come la favorita numero uno per vincere il campionato in questa stagione. C’è grande convinzione nell’ambiente nerazzurro e, in effetti, Conte pare davvero avere una rosa ampia e profonda come mai prima d’ora, ma anche particolarmente ricca di qualità.

Le indicazioni dei primi match ufficiali

Posto che, come dicevamo anche lo stesso Pirlo in conferenza stampa dopo il pareggio raggiunto all’Olimpico, non c’è stato il tempo materiale di fare degli esperimenti nel pre-campionato, dato che è stata disputata solamente un’amichevole, quella contro il Novara che, per quanto indicativo, non può certo regalare certezze per una squadra che vuole essere sempre in lizza per vincere tutto.

Di qui la necessità di testare, a sue spese, dei giocatori in queste prime gare. Esperimenti che si sono visti nella gara a Roma e che hanno dato esito negativo. Primo fra tutti quello di lasciare fin troppo scoperta la difesa, con un duo di centrocampo effettivamente confusionario e con poca abitudine a giocare insieme. Il problema principale che emerge, se vogliamo, è un altro. Di cosa ha bisogno questa Juventus per poter fare il salto di qualità ed essere coperta in tutti i ruoli?

Ecco che da queste risposte passa anche l’interpretazione di vari interrogativi legati al calciomercato. Ad esempio, sicuri che non ci siano altre esigenze da sistemare prima di completare l’acquisto di Federico Chiesa dalla Fiorentina? È vero che prendere un giocatore così giovane, di talento e forte come Chiesa, ad un prezzo che chiaramente sarà vantaggioso, a patto che le condizioni dell’affare siano quelle di cui si sta parlando in questi giorni (prestito con obbligo di riscatto e pagamento dilazionato in più anni).

Detto questo, probabilmente era necessario intervenire prima anche a sinistra, dando un’alternativa ad Alex Sandro. Ad esempio, si è parlato tanto di Gosens: perché non fare uno sforzo prima di tutto per uno come lui? Così come per un altro centrocampista, con l’uscita molto probabile di Khedira, avrebbe potuto garantire a Pirlo maggiori soluzioni. Un nome su tutti: Aouar. Il talentuoso giocatore del Lione avrebbe rappresentato l’anello di congiunzione perfetto tra centrocampo e attacco, abilissimo nel muoversi tra le linee, oltre che con un piede decisamente misurato e preciso.

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