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Una sentenza che fa discutere e lo farà ancora per molto. Il ricorso del Napoli per la sfida persa a tavolino contro la Juve resta l’argomento principale in casa azzurra. Il giudice Piero Sandulli ha scatenato la reazione della società pronta e decisa a farsi valere in ogni grado di giudizio sportivo e ordinario. Il ricorso bocciato è stato caratterizzato anche da una sentenza dura, difficile da digerire e mettendo in cattiva luce il comportamento del Napoli. Una mortificazione eccessiva che ha subito provocato una reazione netta con un comunicato di risposta a Sandulli.

L’alibi costruito dal Napoli

Un’accusa grave quella del giudice, la costruzione di un alibi da parte del Napoli per non giocare contro la Juve. Una scelta palesata, come da sentenza, dalla sollecitazione a più riprese dell’ASL per ottenere il divieto a partire. Ma anche e soprattutto per la cancellazione del volo charter e della prenotazione dei tamponi che erano previsti nello stesso giorno della gara. Una ricostruzione che punta il dito contro il Napoli e che lancia un assist al Coni, giudice del prossimo grado di giustizia cui ricorrerà il club azzurro.

Sandulli sottolinea un principio più volte affermato dal Collegio di Garanzia dello Sport del Coni “il fine ultimo dell’ordinamento sportivo è quello di valorizzare il merito sportivo, la lealtà, la probità e il sano agonismo”. Un altro destro sferrato e da considerare nei prossimi trenta giorni, il tempo previsto per presentare ricorso al Collegio di Garanzia del Coni, l’ultimo grado della giustizia sportiva. La sensazione netta però è che la palla dovrà necessariamente passare alla giustizia amministrativa, in prima istanza al Tar.

Ora tocca ai nazionali

Quindici. È questo il numero dei calciatori del Napoli che hanno risposto all’appello delle Nazionali di appartenenza. Di sicuro Amor patrio e orgoglio per il club, ma con la recrudescenza della pandemia, su scala mondiale, la convocazione si trasforma in un rischio. C’é già apprensione per Mertens, Thomas Kaminski, portiere del Blackburn convocato da Roberto Martinez per i prossimi impegni del Belgio, è risultato positivo al COVID-19 e ha lasciato il ritiro dei Red Devils.

Non solo. I calciatori torneranno a pochi giorni dalla partita contro il Milan, già difficile da preparare a livello psicologico per l’amarezza di un ricorso relativo ai 3 punti persi a tavolino con la Juve che allo spogliatoio proprio non vanno giù. Partiamo dall’Italia di Mancini: Meret, Di Lorenzo e Insigne saranno impegnati con l’Italia prima nell’amichevole contro l’Estonia, poi nei due impegni in Nations League contro Polonia e Bosnia-Herzegovina. Il trio si ritroverà contro Piotr Zielinski, che oltre agli Azzurri, affronterà Ucraina e Olanda. Tre partire da disputare anche per il Belgio di Dries Mertens contro Svizzera, Inghilterra e Danimarca. La Macedonia di Elmas si ritroverà contro Georgia, Estonia e Armenia.

Gli impegni oltreoceano

Occhi puntati su Fabian Ruiz con la Spagna, uno dei candidati a protagonista della Roja del futuro. Convocati anche Hysaj con l’Albania, Lobotka con la Slovacchia, Mario Rui col Portogallo e Rrahamani col Kosovo. Gli impegni di particolare rilievo oltreoceano sono per Koulibaly ed Osimhen. Vestiranno rispettivamente le maglie di Senegal e Nigeria in due gare valide per la qualificazione alla Coppa d’Africa. Doppia amichevole infine per il Messico di Lozano, mentre Ospina difenderà i pali della Colombia in due gare valide per le qualificazioni mondiali contro Uruguay e Ecuador.

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