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Bendtner
FOTO - Twitter ufficiale BBC Sport

Nicklas Bendtner sarebbe potuto essere uno dei più grandi attaccanti degli anni 2000. Il suo talento, dopotutto, era enorme. Parola di Thierry Henry, uno dei migliori attaccanti della storia del calcio.

Bendtner, nessun rimpianto

Il suo terribile carattere lo ha portato invece a diventare uno dei più grandi rimpianti del calcio danese, che con un Bendtner in più avrebbe potuto veramente sognare in grande. Il Lord, però, ha pubblicamente ammesso di “non avere alcun rimpianto, aggiungendo:

“Le esperienze che ho fatto nel corso della mia carriera sono state straordinarie, ma sento, per certi aspetti, di essere stato completamente frainteso. Voi non mi conoscete, come non conoscete la mia storia. è facile infatti parlare e scrivere di me ciò che si preferisce”

Parole quasi arroganti, dette alla fine di una carriera che invece di essere ricca di vittorie è stata ricca di molestie, gioco d’azzardo, alcool e risse sfiorate e portate a termine, con compagni di squadra e sconosciuti di un bar.

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Le liti con Henry e Adebayor

Già nel 2005 il “caratterino” del classe 1988 aveva dato dei grattacapi a Wenger: in una partitella 11 contro 11 a due tocchi, infatti, venne fischiata una punizione dopo che il danese aveva toccato il pallone per tre volte. Cominciò quindi a lamentarsi e quando Henry gli disse di stare zitto lui rispose a tono, sfiorando la rissa con il campione francese, con cui poi si chiarì. “Impara cos’è l’umiltà e il rispetto, perché hai un talento straordinario” gli disse. Apparentemente, però, l’allora 17enne non recepì le parole di Henry.

In quello stesso Arsenal, Bendtner arrivò anche a sfiorare la rissa con Adebayor, con cui non è mai andato d’accordo, come ha recentemente dichiarato, perché lo trattava come se fosse un bambino.

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L’incidente

Nel 2009, però, Bendtner visse un momento che gli cambiò la vita, come ha ammesso in un’intervista alla BBC: mentre si dirigeva a bordo della sua Aston Martin verso il campo d’allenamento dell’Arsenal, infatti, rimase coinvolto in un gravissimo incidente stradale, da cui uscì fortunatamente vivo. Da quel momento, ha ammesso, la sua vita è completamente cambiata.

Bendtner
FOTO – Twitter ufficiale BBC Sport

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Bendtner, fra gioco d’azzardo e alcool

Nel 2011, tuttavia, dimostrò a tutto il mondo che Bendtner non era cambiato più di tanto ed era rimasto quel talento un po’ folle capace di farsi amare solamente sul campo: in quell’anno, oltre a essere arrestato per aver danneggiato alcune macchina a Newcastle, arrivò anche a spendere in una notta al casinò oltre 400.000 sterline. “Non avevo quei soldi sul conto, sarei potuto finire in bancarotta”, ha poi dichiarato.

Poi arrivò lo “scandalo della mutanda” e il trasferimento alla Juventus, che non riuscì a porre un freno alla sfrenata vita del talentuoso attaccante. Dopotutto, quando entrò per la prima volta nello spogliatoio bianconero, trovò 12 giocatori della squadra in bagno, a fumare e a bere il caffè. A marzo del 2013, mentre era infortunato, prese un volo per Copenhagen, dove venne trovato a guidare contromano in stato di ebbrezza.

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Il Lord a cui non piacevano i tassisti

Nemmeno la ferrea disciplina bianconera era riuscita porre freno al suo carattere, che ormai lo aveva definitivamente condannato alla mediocre follia, tanto che nel 2018 venne condannato per aver rotto la mascella ad un tassista, dopo che negli anni precedenti ne aveva molestato un altro.

In mezzo a questo vortice di eventi, Nicklas Bendtner ebbe anche l’onore di frequentare la baronessa Caroline Luel-Brockrodff , una delle sue tante conquiste, da cui ereditò il soprannome di “Lord”, diventando a tutti gli effetti un meme vivente.

Eppure, Nicklas “Lord” Bendtner non ha alcun rimpianto. Dopotutto, la sua vita è probabilmente stata molto più emozionante di un Ronaldo e di un Messi qualsiasi.

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