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Benoit Paire
FOTO - Twitter ufficiale Benoit Paire

Benoit Paire è sempre stato uno dei tennisti più criticati e contestati nel mondo professionistico. Questo perché spesso il francese, seppur talentuoso, ha dato l’impressione di non impegnarsi mai fino in fondo o di non avere le motivazioni necessarie, arrivando a volte addirittura (per sua stessa ammissione) ad “auto-sabotare” dei match in aperta polemica con avversari o organizzazione del torneo.

Recentemente intervistato dal magazine Racquet, ancora una volta il ragazzo ha parlato del suo stile di vita abbinato al tennis, spiegando – in maniera piuttosto genuina – come le sue ambizioni non rappresentino, di fatto, una priorità assoluta.

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Paire: ”

“Per me il tennis è sempre stato un gioco, è solo successo che diventasse anche il mio lavoro. Ma se gioco a tennis è prima di tutto per divertirmi e far divertire le persone che vengono a vedermi. Provo una scarica di adrenalina quando tento colpi folli e vedo le reazioni degli spettatori. Ovvio, quando sbagli totalmente sembri un idiota. Quando funziona, però, è fantastica. In allenamento mi annoio durante alcune sedute ma se riesco a fare un colpo improbabile poi mi torna il sorriso”, ha spiegato Paire.

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In seguito, il tennista ha toccato temi più delicati, arrivando a formulare una critica a chi vive lo sport con troppa pesantezza. “C’è molta ipocrisia in questo sport. Nelle interviste post partita i giocatori non dicono quello che pensano. Se pensi che il tuo avversario abbia fatto schifo perché non dirlo? Una volta persi a Montecarlo contro Tommy Haas, che rispetto molto e che ammiro, dicendo poi che era stato terribile. La cosa si diffuse sui social ma quel giorno non mi ha battuto perché ha giocato meglio. Solo perché ho mandato tutto a monte. A volte mi piacerebbe vedere più onestà”.

Paire ha concluso anche parlando della percezione di sé stesso nel mondo del tennis: “Spesso sono stato etichettato come un ragazzo di talento ma idiota. Mi è stato detto che avevo qualità per entrare in Top 10 ma che me ne mancavano altre, come la serietà negli allenamenti. Questi sono sacrifici che non sono in grado di fare. Vincere uno Slam non è mai stata la mia ambizione: preferisco essere tra i primi 30 al mondo e godermi la vita. Non sacrificherei niente per diventare il numero uno al mondo. Non sono geloso di Federer, Djokovic e Nadal: li rispetto e ammiro moltissimo ma non sarò mai come loro”.

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