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Fognini: “Il 2020 è un anno perso ma sono ancora competitivo. Su Sinner…”

Fognini
FOTO - Twitter Fabio Fognini

Il 2020 di Fabio Fognini nel circuito ATP è stato un anno tutt’altro che esaltante, anzi. Di fatto, il tennista toscano ha perso quasi tutta la stagione per una concomitante serie di eventi, tra cui il COVID-19 – che ha sconvolto di fatto tutto il mondo – e una doppia operazione alle caviglie per tornare in forma il prima possibile. Nonostante un’età forse non più giovanissima per il tennis, Fognini probabilmente cercherà di tornare sui buonissimi livelli mostrati negli ultimi anni, nei quali è parso avere maggiore convinzione e pure una superiore maturità.

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Fognini ha parlato del suo 2020 e ha spiegato cosa vorrà foare nel prossimo anno per cercare di migliorare la sua posizione nel mondo del tennis professionistico.

Fognini: “Il 2020 è un anno perso ma sono ancora competitivo. Sinner? Per lui sarà più facile fare risultato, io sono capitato nella stessa epoca dei migliori al mondo”

“Sono convinto di essere ancora competitivo ad alti livelli”, ha spiegato il tennista italiano. “Purtroppo il 2020 è stato un anno perso tra l’operazione alle caviglie e la positività al COVID-19. Ho giocato appena 16 partite, in pratica devo ricominciare da zero. Ora però sono smanioso di ripartire”.

L’obiettivo per Fognini è chiaro: “Quello di ritrovare la condizione per i tornei sulla terra della prossima primavera e restare nei 30 per essere testa di serie nei tornei Slam. Peraltro sugli infortuni aveva ragione Federer: quando ti fai male e non ti è mai successo prima, ti prende un po’ di paura. A me è venuta il giorno in cui sono uscito dall’ospedale. Mi sono chiesto se fosse finita lì la mia carriera. Ero in sedia a rotelle ma ho voluto le stampelle: fu il primo segno del fatto che mi stavo ribellando a quell’idea”.

Fognini ha parlato infine anche di Sinner e del suo futuro come tennista: “Jannik è davvero molto forte, spero che tenga alto per anni il nome dell’Italia. Io però ho giocato nella stessa epoca dei tre più grandi di sempre, peraltro con l’aggiunta di giocatori come Murray, Del Potro e Wawrinka. Probabilmente per lui sarà più facile ottenere risultati. Il mio futuro? Non farò l’allenatore. Ho avuto però già qualche proposta per rimanere nel mondo del tennis. Penso però che pre circa 3 anni sarò ancora in campo”.

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Giornalista pubblicista, studente di Scienze Motorie. Calcio, tennis, wrestling. La scrittura come passione, lavoro e veicolo emotivo. Su Contra-Ataque perché proporre qualcosa di differente, al giorno d'oggi, è fondamentale.

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