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Ivanovic: “Ecco le due avversarie che mi hanno messo più in difficoltà”

Ana Ivanovic
FOTO - Twitter Ana Ivanovic

Nel panorama femminile del tennis sicuramente Ana Ivanovic è stata (e continua a essere) un punto di riferimento per molte atlete che desiderano approcciare questo sport. La stessa ragazza ha fatto ovviamente moltissimi sacrifici per inseguire il suo sogno di diventare una tennista professionista. Proprio di temi simili la Ivanovic ha deciso di parlare in un’intervista rilasciata a Sport Klub. La ragazza si è concentrata soprattutto sugli inizi nella disciplina e su quanto ha dovuto fare per cercare di tenersi a galla nei momenti complicati.

Ivanovic: “Ecco le due avversarie che mi hanno messo più in difficoltà”

“Ho iniziato a giocare a tennis a 5 anni. Ho visto Monica Seles in tv e mio padre mi ha regalato una piccola racchetta per il compleanno”, spiega la Ivanovic. “Mio padre giocava a basket, mio zio a calcio ma nessuno della mia famiglia giocava a tennis. Ma sin dal primo momento ho capito che eravamo destinati a stare insieme. A 13 anno ho lasciato la Serbia per andare in Svizzera e realizzare il sogno: è stata dura, ho viaggiato da solo perché non potevamo permetterci di farlo tutti. La mia famiglia ha sofferto tanto a causa della mia partenza ma poi tutti hanno capito la mia decisione, sostenendomi”.

Ivanovic ha poi parlato di alcuni dei suoi migliori momenti come tennista. “Ieri con Bastian (Schweinsteiger, il marito, ndr) abbiamo guardato qualche vecchia partita. Per esempio quella contro Kvitova nella finale di Fed Cup 2012. Ora che non sono nel circuito è molto strano vedermi giocare, mi dà bei ricordi però”.

Infine, Ivanovic ha spiegato quali siano state le avversarie più difficili da affrontare e ha ricordato la sua vittoria più bello in uno Slam: “Una delle più complicate è stata Karolina Pliskova, il suo gioco era molto difficile da leggere. Ricordo che era dura anche con Patty Schnyder, specie sulla terra battuta. Roland Garros 2008? Una vittoria che ricorderà per tutta la mia vita”.

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Giornalista pubblicista, studente di Scienze Motorie. Calcio, tennis, wrestling. La scrittura come passione, lavoro e veicolo emotivo. Su Contra-Ataque perché proporre qualcosa di differente, al giorno d'oggi, è fondamentale.

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