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Sam Querrey
FOTO - Twitter

Sam Querrey è stato protagonista di uno dei casi più incredibili del mondo del tennis nello scorso anno. L’americano, infatti, ha effettuato una vera e propria fuga da San Pietroburgo con tutta la famiglia dopo essere risultato positivo al COVID-19 e ha ricevuto una punizione che per molti è stata anche troppo leggera. Il ragazzo infatti è stato punito soltanto con una multa da 20.000 dollari, peraltro sospesa nel caso in cui Querrey non incappasse in altre violazioni dei protocolli sanitari anti COVID-19.
Interrogato sull’argomento da Sports Illustrated, il ragazzo ha finalmente raccontato la sua versione dei fatti di quanto avvenuto.

Querrey spiega il famoso caso che lo ha visto protagonista

“La situazione non è così semplice”, spiega. “Io, mia moglie e mio figlio siamo arrivati a San Pietroburgo il mercoledì prima dell’inizio del torneo. Giovedì mattina abbiamo fatto il tampone ed eravamo negativi. Ci è stato detto di tornare 4 giorni dopo per il test successivo. Domenica lo abbiamo fatto di nuovo e ci è stato detto che io e mia moglie eravamo positivi. Abbiamo fatto un altro test e siamo risultati di nuovo positivi. Ci è stato detto di restare nella nostra stanza e che saremmo stati contattati”, afferma Querrey.

“Ci ha poi contattato un rappresentante dell’ATP. Siamo rimasti in quarantena per due giorni senza grandi problemi. Dopo altri due giorni, però, ho ricevuto una chiamata da uno dei supervisor del torneo che ci diceva che non eravamo più i benvenuti per restare in albergo. Ci disse che dei dottori sarebbero venuti a visitarci e che se fossimo stati sintomatici avremmo dovuto passare due settimane in ospedale”.

“Mia moglie è andata in panico, anche perché mio figlio aveva un po’ di febbre. Abbiamo provato a fare domande ma nessuno ha risposto. Così ho spiegato al supervisor che non avrei fatto entrare nessuno nella nostra stanza, chiamando poi il mio agente per ottenre qualche risposta dall’ATP”, prosegue il tennista. La situazione non mi piaceva, non ero a mio agio. Così abbiamo pensato di noleggiare un aereo e di partire. Abbiamo lasciato l’albergo la mattina presto per non esser visti e siamo andati al terminale. Durante il tragitto abbiamo sempre indossato le mascherine. Quando siamo tornati ci siamo messi in isolamento per due settimane. Come padre e marito, credo di aver fatto la scelta giusta”, conclude Querrey.

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