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WWE Elimination Chamber
Fonte Immagine: @WWE (Twitter)

Elimination Chamber 2021 è ormai alle spalle, la Road to WrestleMania prosegue spedita: tra poco più di un mese e mezzo la WWE metterà in scena il suo appuntamento più atteso, e la card ha cominciato a prendere forma proprio dopo un PPV che ci ha regalato emozioni, sorprese e purtroppo anche delusioni e scelte incomprensibili.

Ecco quali sono i nostri promossi e bocciati!

WWE Elimination Chamber 2021: i risultati del PPV

Elimination Chamber 2021, i bocciati

  • Mustafa Ali e la Retribution: niente di sorprendente, ovviamente, dato che parliamo di personaggi che vengono ridicolizzati più o meno settimanalmente, ammesso che trovino spazio negli show. Inserito nel Fatal 4-Way per determinare chi avrebbe sostituito Keith Lee nell’incontro valido per lo United States Championship, Ali non solo non ha vinto pur essendo l’unico a poter contare su uomini a bordo ring in un match senza squalifica, ma si è pure preso il pin facendosi beffare come un dilettante.
  • Kevin Owens: va bene che non era obbligatorio fargli vincere la Chamber dopo il disastroso episodio del conto sbagliato alla Rumble, va bene che ha avuto il suo momento dominante, ma l’eliminazione è arrivata in modo abbastanza anonimo e non ci è piaciuta.

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  • Cesaro: tanto hype avevano generato nelle ultime settimane i suoi promo e le sue vittorie, così come le dichiarazioni dei colleghi che avevano parlato benissimo di lui. Un wrestler eccezionale, che sembrava finalmente pronto a lasciare il segno…e invece no. Niente. Che non significa che dovesse vincere la Chamber di SmackDown, ma che potesse almeno essere eliminato in modo meno anonimo. Comunque “il migliore dei bocciati”, vista la prestazione complessiva: la delusione forse riguarda più il suo intero percorso in WWE.
  • Asuka: la gestione della lottatrice giapponese merita una seria riflessione. Una difesa titolata in PPV in 6 mesi, nessuna storyline e pochissimo spazio in tv, infine la cancellazione del match di Elimination Chamber contro Lacey Evans quando volendo bastava trovare una sostituta valida. In due ore e mezzo abbondanti non ha meritato neanche 10 minuti.
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  • Randy Orton: la sua eliminazione dalla Chamber per mano di The Fiend era chiamatissima, è vero, ma avrebbe potuto essere comunque suggestiva e certo avrebbe avuto più senso del banale roll-up con cui è stato eliminato da Kofi Kingston.
  • Sheamus: distruggere un’amicizia per avere una title-shot insieme ad altri 4 lottatori, guadagnarsi la possibilità di entrare per ultimo e poi finire con l’essere eliminato così, nemmeno per ultimo. Mah.

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I promossi

  • John Morrison: superare Ali, Elias e Ricochet, per uno che da quando è tornato è stato ridotto quasi a una macchietta, non era scontato. The Shaman of Sex non solo ha vinto il Fatal 4-Way per una shot allo US Title, ma anche nel Triple Threat con Riddle e Bobby Lashley si è fatto valere mostrando tutte le sue notevoli – seppur spesso colpevolmente ignorate – qualità.
  • Roman Reigns: se il successo di un heel si misura dall’odio e dal disprezzo che è capace di suscitare, il Tribal Chief sta funzionando alla grandissima. La vittoria in pochi minuti su un Daniel Bryan esanime è un capolavoro di codardia, e se è vero che è stata una delle cose più scontate di un PPV non banale nei risultati è anche vero che a volte è meglio seguire la strada tracciata che avventurarsi altrove. Adesso la sfida con Edge, che promette scintille.

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  • Bobby Lashley: l’esempio di come deve essere gestito un heel dominante, che perde il titolo soltanto per una beffa dopo aver distrutto entrambi gli avversari – e tutti gli avversari precedentemente incontrati. Niente di meno di quello che merita Lashley, uno che già anni fa era materiale da main event e che oggi non può davvero più restare confinato nel midcard.
  • Drew McIntyre: Lashley se la vedrà probabilmente con McIntyre, che pur avendo perso il WWE Championship non ha perso un grammo di credibilità date le modalità con cui è stato beffato da The Miz nel finale. Lo scozzese ha distrutto tutti i suoi avversari, ancora una volta, e probabilmente andrà a riprendersi il titolo a breve. Meritatamente.
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  • The Miz: dal 1° gennaio 2020 al 21 febbraio 2021, dunque in poco più di un anno, The Miz ha vinto tre incontri. Ha battuto Kofi Kingston, Otis per prendersi il Money in the Bank e infine Drew McIntyre ieri sera. Sembra una macchietta, e forse la WWE vuole anche dipingerlo così, ma è complessivamente uno dei personaggi migliori a disposizione dei booker e un professionista esemplare. Probabilmente il suo regno avrà vita breve, ma è un riconoscimento più che meritato.

 

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