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AEW, Jake Roberts senza peli sulla lingua: “Vince McMahon? Un imbecille!”

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Fonte Immagine: @WrestNewsPost

Jake Roberts è stato uno dei personaggi più iconici del wrestling nel momento in cui la disciplina è diventata di dominio mondiale. Un risultato che la World Wrestling Federation – la WWE di oggi – ha ottenuto grazie al geniale intuito del suo proprietario, Vince McMahon, e soprattutto per merito delle prime grandi stelle dell’era gimmick.

Tra queste appunto Jake “The Snake” Roberts, perfettamente capace di calarsi nei panni del face acclamato dalle folle e dell’heel più sinistro, accompagnato sul ring dall’inseparabile pitone Damien e noto per la sua iconica finisher, il DDT.

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The Snake, all’inferno e ritorno

Una leggenda, Jake Roberts, a discapito degli zero titoli vinti nelle major in una carriera durata oltre un quarto di secolo. Un vero e proprio push per lui non è mai arrivato anche a causa di una vita tutt’altro che da atleta: i suoi problemi con l’alcool sono sempre stati noti a fan e addetti ai lavori, e a metà degli anni ’90 sono finiti addirittura al centro di una storyline.

Dobbiamo riavvolgere il nastro fino al 1996, quando Jake Roberts torna in WWE come “cristiano rinato”, una gimmick che trae spunto dalla sua vera conversione che gli ha permesso di sconfiggere alcol e droghe. Sconfitto nella finale del King of the Ring da “Stone Cold” Steve Austin, che conia la famosa catchphrase “Austin 3:16” per prenderlo in giro, l’ex “The Snake” si trova poi coinvolto in un feud con Jerry “The King” Lawler.

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La storyline prevede che i problemi di Roberts con l’alcool vengano messi in piazza, e che addirittura Lawler arrivi a costringerlo a bere whisky con la forza. Una scelta discutibile, a cui segue uno spostamento forzato dietro le quinte che deprime il wrestler, che depresso ricade nel vizio al punto di far naufragare il suo matrimonio.

Seguiranno anni bui: Jake Roberts toccherà il fondo, riuscendo ancora una volta a rinascere grazie all’aiuto tra gli altri dell’amico Diamond Dallas Page – come documentato in un bellissimo documentario del 2015 – entrando meritatamente a far parte della Hall of Fame WWE e completando il percorso con il ritorno nel wrestling major con la AEW.

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Jake Roberts attacca Vince McMahon: “È un imbecille”

Oggi Roberts è il manager di Lance Archer, uno dei personaggi di punta della promotion pronta a fare la guerra alla WWE. Una “guerra” che certo non lo spaventa, dato che nonostante l’ingresso nella Hall of Fame non ha mai perdonato Vince McMahon: lo ha confessato lui stesso in una bella intervista esclusiva rilasciata a Inside the Ropes.

“Ho pensato che quella storyline fosse orribile: era dozzinale, irrispettosa, non è servita a nient’altro che a provare che Vince McMahon è uno s****o, un’imbecille, ecco tutto. E Lawler è sulla stessa barca. Sono due imbecilli.”

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I problemi con l’alcol oggi sembrano davvero soltanto un ricordo per Jake Roberts, che a 65 anni ha intenzione di restare ancora in circolazione per molto e di insegnare i suoi segreti ai giovani allievi.

“Certo ho ancora qualche problema a cui prestare attenzione, ma sto migliorando continuamente. Ho anche smesso di fumare, che è una cosa davvero dura. Voglio essere in giro per molto tempo, adesso ho dei nipoti con cui voglio uscire. Voglio rendere infelice qualcun altro!” ha concluso ridendo.

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