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CM Punk
FOTO - Twitter CM Punk

Dopo una lunghissima militanza in WWE, come tanti altri Arn Anderson ha deciso di seguire Cody Rhodes nella nuova avventura della AEW. Anderson in particolare interpreta on screen il personaggio del manager di Rhodes e, al di là del suo lavoro nella federazione, gestisce anche un suo podcast. Proprio all’interno di esso, Arn Anderson ha parlato dell’edizione 2011 di Elimination Chamber toccando svariati argomenti. Non solo riguardo alla struttura della camera dell’eliminazione ma pure in relazione ai personaggi di CM Punk e The Miz.

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AEW, Arn Anderson parla di CM Punk, The Miz e dell’Elimination Chamber

Riguardo al Best in the world, Anderson spiega come “Le parole pronunciate durante la sua famosa Pipebomb le pensava davvero. All’epoca, in quel periodo, lui era molto dolorante e affaticato. Non era felice per svariate ragioni e quando gli chiedevo se andasse tutto bene lui rispondeva sempre vagamente. Stava molto sulle sue ma alla fine non mi sono mai permesso di fargli domande troppo personali a riguardo”.

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Anderson ha poi parlato anche di The Miz, uno dei personaggi più controversi degli ultimi anni in WWE: “Nei suoi confronti c’era tantissima invidia per lo spot che occupò a Wrestlemania 27. Il match contro Randy Orton a cui andò incontro Punk era visto come una cosa da midcard, considerando chi era il campione assoluto. Molti cercavano di migliorare il proprio ruolo e di diventare più over e infatti quando Miz fu nel main event dello show con John Cena molti pensavano che sarebbe dovuto toccare a loro”.

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Infine, come già anticipato, Anderson ha parlato anche nello specifico della struttura dell’Elimination Chamber e di come i lottatori non amassero la struttura. “Non era affatto bello lottarci, perché c’erano pochi spazi protetti e il resto era tutto acciaio. Era stata progettata per essere pericolosa e lo era davvero. I ragazzi sapevano che si sarebbero fatti male. Al tempo stesso, però, rappresentava un match per il titolo mondiale o una chance per esso, quindi veniva vista come una cosa che avrebe aiutato le loro carriere”, conclude.

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