Home Altri Sport La AEW non ripeterà gli errori della TNA: parola di Cristopher Daniels

La AEW non ripeterà gli errori della TNA: parola di Cristopher Daniels

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Fonte Immagine: facristopherdaniels (Instagram)

La AEW si sta proponendo sempre più come un’alternativa credibile alla WWE, e pur se ancora lontana dalla WCW della famosa “Monday Night War” per molti fan del wrestling rappresenta l’erede spirituale della TNA, la compagnia che a marzo del 2010 finì per sfidare la WWE uscendo dal confronto con le ossa rotte.

AEW come la TNA?

Un precedente non certo incoraggiante, la conseguenza dell’enorme forza della federazione di proprietà di Vince McMahon e di numerosi errori che la TNA commise in quel momento cruciale. Errori che secondo Cristopher Daniels, allora uomo di punta della TNA e oggi membro del roster AEW, la compagnia di Tony Khan non ripeterà.

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“Sento che la AEW è simile alla TNA nel possedere un roster giovane e nello stesso modo in cui la TNA concedeva opportunità a chi non ne aveva avute sotto i riflettori nazionali. La AEW ha ragazzi come Jungle Boy, Luchasaurus e Marko Stunt, i Private Party e una lista di altri ragazzi che rischio di dimenticare. Siamo molto simili sotto questo aspetto.”

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La TNA fu accusata all’epoca di aver lasciato troppo spazio a wrestler ormai troppo anziani e in qualche maniera considerati “scarti della WWE” a discapito dei talenti esplosi in casa. Per Daniels però il vero problema risiedeva in un booking team confuso e a tratti dispotico.

L’importanza del creative team

“L’unica cosa che penso sia diversa e in cui non penso che faremo gli stessi errori che ha fatto la TNA è che sento che nel processo creativo si respiri un senso di collaborazione più che di esclusione.”

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“Ci sono state moltissime volte in cui ho provato a dire la mia sulle storie che mi riguardavano e venivo immediatamente respinto. Non sempre, ma abbastanza spesso, fino a quando non sono stato considerato il tizio che faceva troppe domande. E non ha fatto bene né a me né alla TNA.”

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“C’è stato persino un punto in cui hanno messo una clausola nel nostro contratto per cui chi avrebbe avuto da ridire sarebbe stato licenziato. In AEW invece sento un diverso spirito, collaborativo, Tony e i ragazzi del creative team vogliono sentire le opinioni di tutti e recitare anche la parte dell’avvocato del diavolo. Se un’idea non funziona non vogliono che accada perché nessuno ha ascoltato le parti in causa. È questa la differenza con la TNA.”

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